Benvenuti a Club Carpeneto
Tra dolci colline dell’Alto Monferrato, dove castelli medievali punteggiano le creste e i vigneti si estendono su tutto il paesaggio, il borgo di Carpeneto (in provincia di Alessandria, a pochi chilometri da Ovada) riposa silenzioso, immutato e quasi del tutto sconosciuto ai viaggiatori. Con i suoi vicoli in pietra, i cortili murati, sette antiche cappelle e quattro palazzi storici, sembra intatto dal tempo. È un luogo dove la storia medievale si fonde con una radicata tradizione vitivinicola, mantenendo un’atmosfera autentica e sospesa nel tempo.
Di questo, dei profumi, dei colori e dei sapori di questa terra si è innamorato l’imprenditore James M. Thomason, originario del Middle Tennessee. Un coup de foudre che gli ha cambiato la vita.
«Mi sono innamorato del Piemonte: la bellezza della regione, la cultura, il cibo, il vino – racconta Thomason -. Ogni collina ha un borgo storico e un castello, c’è talmente tanta ricchezza di storia in un’area così piccola… Quando ho visto Palazzo Lanzavecchia a Carpeneto, un piccolissimo borgo in cima a una collina, facile da trovare e impossibile da dimenticare, ho capito che era destinato a diventare qualcosa di speciale».


Detto, fatto. Il 24 maggio 2026 qui inaugurerà uno club privati più esclusivi d’Europa, Club Carpeneto: non è un hotel, non è un resort, non è nemmeno un rifugio di lusso, è un mondo privato incastonato all’interno di un borgo italiano, restaurato e reinventato con un lusso sensuale e discreto. Palazzo Lanzavecchia è il fulcro del club, sviluppato su cinque piani e integrato nelle mura medievali della città, dispone di un grande giardino inferiore, un cortile superiore e viste panoramiche sui vigneti circostanti e sulle Alpi in lontananza. Alcune parti risalgono circa al 1300; altre furono aggiunte tra il 1741 e il 1800 sotto la famiglia Fallabrino. Thomason ha trascorso quasi due anni a restaurarlo, affresco dopo affresco, piastrella dopo piastrella: «Abbiamo conservato quanto più possibile dell’originale – racconta -. Gli affreschi, le piastrelle, gli elementi architettonici. Ma abbiamo inserito elementi moderni con gusto, sempre nel rispetto del patrimonio esistente. La bellezza qui è incredibile e il fatto che quest’area sia relativamente sconosciuta la rende ancora più speciale».
La sensibilità dell’imprenditore americano gli ha fatto capire che trasformare il palazzo in un hotel tradizionale «non avrebbe mai reso onore a ciò che rappresenta». Inizialmente voleva trasformarlo nella sua nuova casa, per sé e per la sua famiglia, poi ha immaginato un club privato — piccolo e basato sulla membership, simile a Soho House — dove la storia dell’edificio potesse essere preservata, celebrata e vissuta. Thomason voleva sviluppare un rifugio radicato nel territorio, per persone che curano intenzionalmente il proprio stile di vita. L’idea è nata organicamente: i genitori di Thomason sono stati membri di club privati per lungo tempo, quindi James ha potuto toccare con mano come quelle comunità favorissero un senso di appartenenza. Nel suo percorso lavorativo c’è stata anche la gestione di una galleria d’arte a Nashville dove ha potutto osservare come Soho House portasse un modello di membership creativo e attento alla cultura tra i residenti facoltosi della città.




«Avere clienti con la stessa mentalità, che apprezzano l’arte, la cultura, il buon vino, la storia, e che vogliono riportare questa splendida area al suo antico splendore… Questo funziona solo nel contesto di un club privato. Palazzo Carpeneto si presta perfettamente a quella vita – osserva Thomason – Lo immagino come un rifugio per i nostri soci italiani e internazionali, un’oasi di lusso privata dove possono mettere da parte lo stress e rilassarsi».
Lusso, privacy, bellezza sono le tre parole chiave di Club Carpeneto. «Il lusso – spiega l’americano – si esprime attraverso partnership con case di moda, marchi di gioielleria e curatori d’arte. Il Palazzo funge anche da galleria d’arte, esponendo opere accuratamente selezionate e disponibili per l’acquisto. L’intera collezione d’arte lo rende una galleria. Se un socio si innamora di un pezzo, può acquistarlo e noi organizzeremo la spedizione. La privacy è altrettanto centrale. Il nostro Palazzo è recintato e protetto da cancelli. Gli ingressi sono monitorati, è richiesto l’accesso con key-card e il personale di sicurezza è sempre presente in loco. È disponibile anche un servizio di sicurezza potenziato. Il club applica inoltre una rigorosa politica di divieto di fotografia».
Rigore americano, charme italiano. Ci sono tutti gli ingredienti perché questo luogo possa regalare momenti di pura magia, incarnando il concetto di “lusso rurale” e di quella lentezza di cui tutti oggi abbiamo bisogno.


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