In un anno, solo in Italia, si sfornano circa 3 miliardi di pizze.
Il mondo della pizza è in continua evoluzione, un settore che non conosce crisi, in Italia, ma oramai anche nel resto del mondo. Oggi si va in pizzeria non solo per un pasto veloce, ma anche per fare un’esperienza e se esperienza deve essere, bisogna rispettare tutti i crismi: ecco quindi che prendono sempre più piede i menu degustazione anche in pizzeria, ma quello che ancora manca è l’abbinamento con il beverage, che siano birre, cocktail o vino, alla stregua di quanto accade al ristorante. Un controsenso, visto che se la pizza è sempre più di qualità se non sempre più gourmet deve capire che anche la bevanda che le si abbina è sempre più importante.

Il vino è un ottimo abbinamento per la pizza perché la sua acidità e freschezza bilanciano la grassezza di formaggi e salumi, puliscono il palato e ne esaltano i sapori, creando un’armonia sensoriale che va oltre la tradizione della birra, con diverse opzioni adatte a vari condimenti, come le bollicine per pizze ai formaggi e rossi leggeri per quelle piccanti.

Perché funziona:

  • Bilanciamento: L’acidità del vino taglia la ricchezza del formaggio, mentre i tannini morbidi o la freschezza puliscono dalla sapidità degli ingredienti.
  • Esaltazione dei sapori: Un vino scelto correttamente amplifica gli aromi del pomodoro, delle verdure o delle carni.
  • Esperienza sensoriale: La combinazione di aromi, gusto e sensazioni in bocca completa l’esperienza, trasformando un pasto semplice in un evento speciale.
  • Digeribilità: Per alcuni, l’abbinamento con il vino è più digeribile rispetto alla birra, evitando pesantezze da doppio prodotto lievitato. 

Come abbinare:

  • Pizza rossa (Margherita, Marinara): Rosati leggeri, bianchi di media struttura, o rossi giovani come una Barbera per la marinara.
  • Pizza bianca (formaggi): Bianchi acidi e minerali (Vermentino, Greco di Tufo) o bollicine per sgrassare.
  • Pizze piccanti: Rosati o rossi poco tannici che non accentuino il piccante, come un Nero d’Avola.
  • Pizze ricche (Salsiccia, Funghi): Rossi più strutturati (Chianti, Sangiovese).
  • Pizze con pesce o verdure: Bianchi freschi e profumati (Gewürztraminer, Fiano)

La pizza e il vino sono due dei simboli più rappresentativi del Made in Italy, un binomio che incarna alla perfezione l’arte culinaria italiana, fatta di passione, tradizione, cura e qualità. Consumati per un pasto informale, una cena veloce o comodamente seduti al ristorante, questi due elementi da sempre riuniscono le persone attorno alla tavola celebrando i prodotti tutti italiani.

E allora, come combinare questo matrimonio perfetto? Lo abbiamo chiesto ad Antobella Amodio, autrice di Calici & Spicchi Atlante mondiale della pizza e del vino, vol 1 e 2, che non è solo un compendio di abbinamenti, ma è anche un vero e proprio manifesto della cultura gastronomica globale, un invito a scoprire come questi due mondi, apparentemente distanti, possano unirsi in un abbraccio perfetto.

«Il connubio tra pizza e vino rappresenta una delle esperienze gastronomiche più affascinanti e ricche di sfumature, in cui si intrecciano tradizione, creatività e tecnica. Come avevo già avuto modo di raccontare, l’accostamento del vino alla pizza fa parte della storia e l’affresco ritrovato a Pompei (nel 2023), che rappresenta un vassoio con una coppa di vino e una focaccia, precursore della pizza, ce lo dimostra. Quando si parla di abbinamenti, la chiave sta nel saper riconoscere i cinque gusti fondamentali: dolce, salato, acido, amaro e umami e come questi possano essere armonizzati con le caratteristiche di un buon vino. Ogni tipo di pizza, con la sua varietà di farine, impasti e ingredienti, dunque, di sapori, puó essere elevata da un vino scelto con attenzione, non solo per accordo di gusto, ma anche attraverso il gioco cromatico, territoriale e secondo le leggi di concordanza e contrapposizione, che si fondanosulla capacità di mettere in evidenza o contrastare i sapori di ciascun piatto. La concordanza, infatti, cerca l’armonia, mentre la contrapposizione punta a esaltare le differenze».

Secondo la Amodio, ci sono varie tipologie di abbinamenti: «Partiamo dall’abbinamento cromatico, uno degli aspetti più affascinanti dell’arte del pairing tra pizza e vino, dove i colori di entrambi i componenti giocano un ruolo fondamentale nell’esperienza sensoriale complessiva. Ogni colore racconta una storia di freschezza, intensità e tipologia di sapore, e il vino giusto non solo esalta i sapori della pizza, ma riflette visivamente l’armonia tra gli ingredienti e il contenuto del bicchiere». Qualche esempio? «Una pizza rossa, condita con pomodoro, mozzarella e magari salumi o ingredienti ricchi di sapore, trova la sua perfetta complementazione con un vino rosso. Il rosso del vino, infatti, richiama il rosso del pomodoro, creando una sinergia visiva che suggerisce già un equilibrio di sapori. I tannini del vino rosso, poi, si sposano bene con la sapidità, in generale, e con la struttura della pizza, mentre l’acidità del pomodoro si armonizza con l’ampiezza e il corpo di un buon rosso giovane o con uno più maturo, a seconda del carattere della pizza. Per le pizze a base di verdure, l’abbinamento cromatico suggerisce un vino bianco fresco e aromatico che esalta la delicatezza delle verdure, bilanciandone i sapori con una buona acidità che pulisce il palato tra un morso e l’altro. E ancora, per una pizza con salmone, magari condita con formaggio cremoso o un tocco di erbe fresche, l’abbinamento cromatico consiglia un vino rosato fresco e fruttato che accentua la morbidezza del salmone in questo caso, senza sovrastarne il sapore, in un abbinamento raffinato». Poi c’è l’abbinameto territoriale, «tra la cucina locale e i vini dello stesso territorio è senza dubbio il mio preferito».

Nel libro si possono trovare 101 abbinamenti tra vino e altrettante pizze sfornate da altrettanti locali (ed è quindi anche una guida ai locali dove gustare ottime pizze).

Le preferenze degli italiani: quali gusti?

La Margherita rimane la più apprezzata, scelta da quasi metà della popolazione (43%), anche per questioni di posizionamento e prezzo. Seguono la Diavola (20%), la Bufalina (18%), la Quattro Formaggi (17%), laCapricciosa, la Vegetariana, la Quattro Stagioni (16%), la Napoli e la Prosciutto Cotto e Funghi (14%), per citare le preferenze più alte. Non manca nella classifica lapizza personalizzata (creata ogni volta con ingredienti diversi a seconda dei gusti del momento), che si attesta sul 10%. Le scelte creative riguardano il 10% dei consumatori, con più curiosità da parte dei giovani 18-34 (16%). La pizza rossa vince sulla bianca (65% vs. 18%), mentre quella bassa è preferita a quella più alta (55% vs. 24%). Il 47% degli italiani predilige il cornicione sottile contro il 34% che lo preferisce più alto.

Una selezione di vini perfetti con la pizza

Anche noi vogliamo promuovere l’affascinante abbinamento pizza-vino, lo facciamo in occasione del World Pizza Day e abbiamo scelto per voi 10 vini + un bonus extra da accompagnare, per esaltarle, altrettante tipologie di pizza.

Gualdo del Re I Rennero Suvereto DOCG

II Rennero di Gualdo del Re (distribuito da Meregalli) è un Merlot di grande fascino, capace di impressionare con una trama gustativa vellutata, morbida, fitta e consistente che deriva da 15 mesi in barrique e da un affinamentno per un anno in bottiglia. Un rosso della Val di Cornia che mostra i muscoli, ma che allo stesso tempo usa le sue forti braccia solo per abbracciare. Rosso rubino intenso alla vista, a tratti quasi impenetrabile. Espressivo e profondo al naso, regala all’olfattiva note di frutti di bosco surmaturi e a confettura, richiami balsamici, e sfumature speziate e vanigliate. Il sorso è corposo, morbido ed equilibrato, fitto e vellutato, caratterizzato da una lunga persistenza.
Ideale con pizze rosse anche dai sapori decisi come la pizza all’Ammatriciana o al salamino piccante.
Costa circa 40 euro


Santa Tresa Rina Russa Frappato

Rina Russa Frappato nasce da uve 100% Frappato ed è un punto di riferimento quando si parla di Frappato di Vittoria.
Di un colore rosso rubino brillante, Rina Russa presenta profumi di frutti a bacca rossa e l’inconfondibile fragolina di bosco con un sapore che bilancia perfettamente freschezza e sapidità. Al palato la rotondità del gusto si integra con la freschezza dei tannini dalla trama fine e netta creando una sorprendente persistenza. Grazie alle sue caratteristiche particolari di rosso “atipico” ed il palato straordinariamente fruttato, il Frappato si accompagna magnificamente con le pizze classiche, come Margherita e Marinara.
Costa circa 15 euro
 

Vigneti Zabù Sensuale Rosato Terre Siciliane IGT

Sensuale Rosato Terre Siciliane Igt di Vigneti Zabù (gruppo Fantini) è un blend di Nerello Mascalese 40%, Merlot 30%, Cabernet Sauvignon 30%, è un vino dal colore rosa tenue brillante, con delicati sentori di gelsomino e petali di rosa, accompagnati da note di susina, melone e pompelmo rosa. Al palato è fresco e minerale, con un leggero finale di mandorla amara. Si distingue per raffinatezza e persistenza. Bonus per la bottiglia lavorata a rilievo per riprodurre il motivo floreale che orna la Chiesa di Santa Caterina d’Alessandria a Sambuca di Sicilia, dove si trova la cantina.
Da abbinare alla pizza ai frutti di mare oppure all’Ortolana.
Costa circa 13 euro


Azienda Agricola Cortese Orange-utan

Orange-utan è un vino biologico e vegan-friendly che sorprende con aromi di pompelmo, agrumi maturi, spezie leggere, menta e una sottile nota balsamica. Al palato si rivela intenso e armonico, con acidità vibrante e una persistenza raffinata, caratteristiche tipiche dei grandi orange wine.
Di colore arancio luminoso, è un blend ottenuto da vinificazione sulle bucce di 80% Inzolia e 20% Zibibbo. Un vino che racconta la Sicilia con profondità ed eleganza e come l’Orango che decora l’etichetta, Orange-utan cattura lo sguardo e invita alla scoperta, offrendo un’esperienza sensoriale completa e raffinata.
Orange-utan si sposa al meglio con la pizza con alici e capperi, in un abbinamento “territoriale” grandioso, la pizza alla Norma, pizze gourmet con pesce o leggermente piccanti.
Costa circa 15 euro

Conte Vistarino Pernice Pinot Nero Oltrepò Pavese DOC

Di Conte Vistarino e della sua caparbia proprietaria Ottavia vi abbiamo già raccontato qui. Questo vino, il suo portabandiera, è prodotto interamente con uve Pinot Nero, raccolte e selezionate unicamente a mano. Dopo una breve macerazione a freddo, fermentazione e maturazione hanno luogo in legno, dove il prodotto si arricchisce di sentori speziati e di eleganza. Al naso è complesso, ampio con profumi di viola e piccoli frutti rossi, caffè tostato e cacao, mentre al sorso è elegante, di corpo, con frutto integro ed evidente, equilibrato con una piacevole mineralità e un finale lungo e speziato. Perfetto con la pizza capricciosa o con il calzone.
Costa circa 50 euro

Baglio di Pianetto Êra Terre siciliane IGT

Ha il nome del vento in dialetto siciliano, la bottiglia (impreziosita da un’etichetta scultura) ricorda i profumi francesi, il vino è seduzione stile Chanel nr.5. Questo è l’ultimo nato in casa Baglio di Pianetto, oggi guidata da Grégoire Desforges, nipote di Paolo Marzotto ed esponente della terza generazione della famiglia, e dal nuovo amministratore delegato Dante Bonacina. Al naso Êra sprigiona un bouquet ampio, caratterizzato da affascinanti note marine che evocano sentori di iodio ed elicriso, richiami della mineralità salmastra della costa siciliana e delle erbe della macchia mediterranea. A questi aromi si uniscono profumi agrumati e dolci, come arancia rossa candita, bergamotto e cedro, che aggiungono freschezza e vivacità dalla raffinatezza distintiva. Tocchi delicati di fiori secchi e miele contribuiscono ad un’esperienza olfattiva amabile e seducente. Al palato presenta una dolcezza ben calibrata e mai stucchevole, supportata da una sapidità incisiva. La texture è densa e avvolgente, con una trama armoniosa che rivela una piacevole e fresca morbidezza. La leggera sfumatura amaricante sul finale contribuisce alla profondità e all’eleganza di questo vino equilibrato e dal finale persistente. Provatelo con la pizza ai 4 formaggi, vi sorprenderà.
Costa circa 18 euro

Franciacorta Brut Mosnel

Questa 44ma edizione di una delle etichette storiche della Franciacorta si compone di Chardonnay, Pinot Bianco, Pinot Nero e, per la prima volta, di una punta di Erbamat, vitigno autoctono bresciano recentemente reintrodotto nel disciplinare e presente nel vigneto aziendale con un ettaro. Circa il 30% della base fermenta e affina in barrique e il tempo di affinamento sui lieviti arriva a 30 mesi, ben oltre i 18 previsti dal disciplinare: un tempo che permette al vino di acquisire complessità e profondità, mantenendo intatta la sua energia. Il Franciacorta Brut di Mosnel è uno spumante fresco ed elegante, ricco di sentori fruttati e floreali. Dopo una maturazione di 24 mesi sui lieviti in bottiglia si esprime in un bouquet armonico e piacevole, al sorso è fresco, morbido e vellutato, molto equilibrato e fine.
Perfetto con la pizza contadina e la pizza patate e rosmarino.
Costa circa 26 euro

Bellenda Anzolo Valdobbiadene Docg Prosecco Superiore Extra Brut

Ottenuto da un unico vigneto a San Michele di Feletto, alla vista presenta riflessi dorati, al naso si apre con un bouquet aromatico di fiori bianchi e agrumi, sentore di albicocca con una leggera nota di petalo di rosa. In bocca, la bollicina è setosa, vellutata, avvolge il palato, mentre un perfetto equilibrio tra acidità e morbidezza crea un’esperienza di gusto armoniosa e persistente Una curiosità: Ànzolo significa angelo in veneziano e in etichetta è riportato anche un drago che qui conserva il suo valore apotropaico piuttosto che demoniaco, custode di tesori e protettore di luoghi sacri, funzione propria del mondo orientale, in particolare nell’area mesopotamica, tanto da essere spesso impiegato nella decorazione di ingressi e portali. Da abbinare con la pizza Biancaneve o alla cipolla.
Costa circa 18 euro

Tenute San Sito Massaccio Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore

Il vigneto di Maiolati Spontini ospita la vigna di San Sisto, da cui prende il nome la Tenuta San Sisto ed è caratterizzata da un esposizione a Nord, sulle colline tra i 250 e i 350 metri di altitudine sul livello del mare, nei pressi del fiume Esino e con suoli calcarei, alcalini e ricchi di argilla. Qui nascono i migliori vini di Fazi Battaglia e della sua linea d’eccellenza, tra cui Massaccio, 100% Verdicchio, che profuma di frutta matura, miele, erbe aromatiche e un tocco di mandorla amara. Al sorso è avvolgente e persistente, con una piacevole freschezza e mineralità. Provatelo con la pizza Mortadella e pistacchi, la Cacio e Pepe e la Zucchine e Scamorza affumicata.
Costa circa 16 euro

Ca’ del Bosco Corte del Lupo Curtefranca Bianco

Vino bianco di classe che si affianca alla ben più nota produzione di Franciacorta della famosa cantina di Erbusco, nasce dall’assemblaggio di uve Chardonnay e Pinot Bianco vinficate in parte in acciaio e in parte in piccole botti di rovere. Al naso profuma di frutta tropicale e agrumi, mentre il sorso è pieno, avvolgente e asciutto, con contorni minerali di grande piacevolezza.
Provatelo con la pizza con i friarielli, la pizza fiori di zucce a alici oppure con la pizza Speck e Zola.
Costa circa 30 euro

BONUS EXTRA

Chiara Torti Kombucha N. 2

Tra le tante Kombucha in circolazione quella di Chiara Torti è sicuramente degna di nota, un prodotto che anche il wine lover può apprezzare. Prodotta con tè biologico, mosto di Croatina biologico, lamponi freschi, mirtilli freschi, zucchero di canna biologico (quasi completamente fermentato), coltura simbiotica di lieviti e batteri (SCOBY), succo di limone, ha un residuo zuccherino bassissimo e un alcol residuo naturale inferiore all’1%vol.  Biologica e vegan friendly, questa Kombucha si fa apprezzare per il suo gusto intenso e fruttato, conferito dal mosto di Croatina e dai frutti rossi. In particolare i lamponi donano una leggera acidità, mentre i mirtilli aggiungono rotondità e colore. Una kombucha corposa e ricca, da servire in un calice da vino. Da provare abbinata a pizze rosse, come la pizza alla bresaola o la pizza tonno e cipolla. 
Costa circa 7,50 euro