Il Paradiso dei wine lover esiste
A Milano ha aperto un posto davvero speciale per i wine lover. Si chiama Remedy, rimedio in inglese: una sorta di cura dallo stress quotidiano, un luogo dove rilassarsi, in un’atmosfera ispirata ai club anglosassoni e in compagnia di una bottiglia di vino o un distillato. A dire il vero, la scelta è ben più articolata: la cantina del Remedy, infatti, offre una scelta impressionante e unica nel suo genere, con ben 7mila etichette di vino e oltre 2mila di spirits.
Situato nel cuore di Porta Venezia a Milano, all’angolo tra viale Majno e via Morelli, Remedy nasce dalla passione condivisa dei fondatori Michele Bernardi, Alessandro Michelon e Amedeo Pagano: «Abbiamo voluto dare vita a questa realtà spinti dalla passione che ci unisce – raccontano i tre fondatori -. Da anni collezioniamo vini e distillati provenienti da tutto il mondo e abbiamo deciso che fosse giunto il momento per condividere il frutto delle nostre ricerche anche con gli altri, dall’appassionato al collezionista di bottiglie rare, passando semplicemente per il cliente a cui piace bere bene e che ha voglia di trascorrere una serata dall’atmosfera unica e autentica».


Il caveau dei vini è una sorta di forziere in cui i tre soci conservano la loro personale e prestigiosa collezione di preziose etichette. Si può visitare su richiesta: una porta a vetri protetta da codici di sicurezza si dischiude davanti ai vostri occhi per farvi entrare in un paradiso a temperatura controllata dove riposano 18mila bottiglie, custodite con cura e sapienza. C’è tutto quello che un wine lover vorrebbe assaggiare almeno una volta nella vita, dall’Italia alla Francia e anche oltre. Una lista frutto di anni di ricerche, che si contraddistingue per la varietà di prezzo e per la profondità della selezione: dai grandi classici alle referenze più rare. A queste ultime è dedicata una speciale sezione del menu dalla quale gli ospiti possono scegliere una sola bottiglia a serata e non c’è la possibilità di acquistare qualcosa da portare a casa e mettere nella propria collazione, perché il Remedy è nato «per condividere il piacere del vino, non per fare speculazione». Anche i prezzi, infatti, sono concorrenziali rispetto a tante altre carte dei vini della piazza di Milano e non solo. Un Initial di Selosse, ad esempio, si può stappare al Remedy a circa 370 euro. Provate a cercarlo online, non lo troverete a meno di 480 euro su qualche sito di ecommerce.
Brezza del deserto


Il vino è al centro, dicevamo, e quindi la proposta food in abbinamento è semplice, ma non banale: qui non c’è nulla di cucinato, ma si può scegliere tra taglieri di formaggio Comté di varie stagionature, bresaole artigianali, deliziose friselle con il pomodoro e pesce crudo, che arriva direttamente dalla Puglia, dove i soci del Remedy hanno non solo il cuore, ma anche diverse attività.
In aggiunta ai vini, poi, ci sono quasi 2mila etichette di spirits, disponibili esclusivamente per la degustazione in purezza. Che si tratti di gin senza tonic, vodka senza lemon o whisky senza soda, ogni assaggio è proposto senza miscelazione. E poi c’è la Cigar Room, pensato per gli appassionati del fumo lento, «un momento di relax e piacere che ci concediamo in particolari occasioni. Il fumatore di sigaro si gode il gusto del tabacco e non aspira il fumo. L’esigenza di intervallare le boccate con una bevanda è comune: c’è chi preferisce vino chi dei passiti o dei vini fortificati o i più classici rum, cognac o whisky».


Gli abbinamenti perfetti? «Il fumo lento, boccata dopo boccata, provoca ricche sensazioni gustative, si avvertono aromi di ogni tipo, dai più delicati ai più intensi – spiega Michele Bernardi -. Ogni tabacco ha le sue caratteristiche, che sia Cuba o extra Cuba, le sensazioni cambiano e ancor di più quando si abbinano alla giusta bevanda. Quando si alterna la fumata con un sorso di liquore, vino o distillato, le emozioni aumentano ed ogni tipo di fumo godrà di un abbinamento privilegiato: vino bianco con tabacco biondo, vino rosso con un tabacco scuro. Ma questo è solo un punto di partenza. Sicuramente con i sigari cubani l’abbinamento più classico è quello col Rum, che ha la stessa origine caraibica. Un sigaro toscano si abbina a una grappa barricata, ma perché no con un buon Recioto della Valpolicella».
Gli abbinamenti perfetti tra sigaro, vino e spirits? Scopriteli qui.
Andar per funghi

Photo credit: © Federico Bontempi












