A BOLOGNAFIERE, IL MERCATO DEI VINI FIVI
Nei quattro padiglioni di BolognaFiere che ospiteranno il Mercato dei Vini dei Vignaioli
Indipendenti 2024, il pubblico potrà conoscere le più interessanti aziende indipendenti
italiane ed europee delle filiere vitivinicola e olivicola.
I VIGNAIOLI E LE VIGNAIOLE FIVI
Sono 1.008 – 23 in più della passata edizione – i vignaioli e le vignaiole FIVI –
Federazione Italiana dei Vignaioli Indipendenti che animeranno i padiglioni 29 e 30 di
BolognaFiere, offrendo all’assaggio e all’acquisto del pubblico oltre 8.000 vini.
Nata nel 2008, FIVI è un’organizzazione senza scopo di lucro che si propone di
promuovere e tutelare la figura, il lavoro, gli interessi e le esigenze tecnico-economiche del
vignaiolo indipendente italiano, inteso quale soggetto che attua il completo ciclo produttivo
del vino, dalla coltivazione delle uve fino all’imbottigliamento e alla commercializzazione
del prodotto finale.
Attualmente sono più di 1.700 i produttori associati, da tutte le regioni italiane, per un totale
di oltre 17.000 ettari di vigneto.
Il marchio FIVI raffigura “Ampelio”, immagine di un vignaiolo che porta una cesta d’uva
sulle spalle e la cui ombra prende la forma di una bottiglia. In questa figura è riassunto tutto
quello che per la FIVI significa essere vignaioli, impegnati quotidianamente in un processo
che segue l’intera filiera di produzione, operando costantemente per custodire, tutelare e
promuovere il territorio di appartenenza.
I vignaioli FIVI che esporranno, faranno assaggiare, racconteranno e venderanno i propri
vini alla fiera di Bologna provengono da tutta la Penisola.
Per quanto riguarda, in particolare, l’Emilia-Romagna, sono 69 le cantine che la
rappresenteranno al Mercato FIVI (+7% rispetto all’edizione 2023), 10 delle quali della
provincia di Bologna.
Restando ai numeri, sul podio della manifestazione si conferma la classifica dello scorso
anno, con il Piemonte a quota 163 vignaioli, seguito dal Veneto (144) e dalla Toscana (117).
Nel Sud Italia si distinguono la Campania, con 34 aziende vitivinicole, e la Calabria (27),
tallonate dalla Sardegna e, per il centro Italia, dall’Abruzzo, a pari merito con 25 realtà.
A questo link l’elenco completo.
La scorsa settimana, FIVI ha presentato l’indagine “Il modello socio-economico dei
Vignaioli Indipendenti per la sostenibilità della filiera vitivinicola italiana”, realizzata
da Nomisma.
Qual è l’identikit di questo modello? Poco più di 10 ettari di vigneto, la superficie media
coltivata dagli oltre 1.700 produttori associati a FIVI; 75 tonnellate l’uva autoprodotta, per
una produzione media di 38mila bottiglie vendute ogni anno. In altre parole, una filiera
totalmente integrata, dalla vigna alla cantina, fino alla commercializzazione dei propri vini.
Nomisma rileva che una delle principali esternalità positive collegate al modello socio-
economico dei vignaioli indipendenti italiani è dato dal fatto che l’81% dei vigneti coltivati
da questi produttori si trova in collina e in montagna, rispetto al 60% della media italiana,
vale a dire in quelle aree interne sempre più soggette a spopolamento e a rischio
idrogeologico.
«Questa indagine», commenta Lorenzo Cesconi, vignaiolo e Presidente di FIVI,
«conferma il ruolo strategico dei vignaioli nella filiera vitivinicola italiana: aziende di medio-
piccole dimensioni, spesso a conduzione familiare, radicate nel territorio e capaci di creare
valore ed esternalità positive lì dove operano; impegnate non solo nella produzione di vino
di qualità, ma nella tutela e nella conservazione del paesaggio rurale italiano».
I VIGNAIOLI EUROPEI
Nell’area espositiva e di degustazione del Mercato, dunque sempre nei padiglioni 29 e
30, non mancheranno i vignaioli europei delle associazioni nazionali bulgara e slovena
appartenenti a CEVI – Confédération Européenne des Vignerons Indépendants.
GLI OLIVICOLTORI
Al padiglione 30 di BolognaFiere, corsia D, il pubblico potrà, inoltre, conoscere gli oli di
ben 32 aziende iscritte alla FIOI – Federazione Italiana Olivicoltori Indipendenti.
Una partecipazione sempre più numerosa (+11% rispetto al Mercato 2023), che consolida
il gemellaggio stretto da FIVI e FIOI all’insegna delle produzioni agricole di qualità,
artigianali e di territorio.
La FIOI riunisce le piccole e medie imprese olivicole artigianali impegnate principalmente
nell’estrazione dell’olio da olive.
Gli olivicoltori indipendenti comprendono anche frantoi artigiani e piccole cooperative, tutti
produttori dediti alla creazione di olio extravergine da cultivar di olive italiane. Queste
aziende possono garantire l’autenticità e il carattere artigianale di un olio frutto del lavoro
dell’olivicoltore, che ha selezionato, trasformato le proprie olive e monitorato l’intero ciclo
produttivo, garantendone l’origine e la qualità.
Una comunione d’intenti che rappresenta la realtà complessa e sfaccettata del mondo
produttivo olivicolo nazionale, preoccupato di tutelare la produzione artigianale di qualità.
FIOI collabora con FIVI sin dalla nascita. Le due associazioni sono partecipate solo da
agricoltori e da aziende strettamente collegate al proprio territorio, e sono entrambe
portatrici di un valore aggiunto: una filiera completa che parte dalla vigna o dall’uliveto.
A questo link l’elenco completo degli olivicoltori indipendenti presenti al Mercato FIVI 2024.
I folli rincari del vino al ristorante (e il problema dei bicchieri)
GLI ARTIGIANI DEL CIBO
Nel padiglione 36 della fiera, un’area sarà interamente dedicata alla gastronomia, con
proposte della tradizione di diverse regioni italiane.
A questo link l’elenco completo.












