È il Vermouth Giacobini Rosso Biologico a essere stato eletto miglior Vermouth al mondo ai  World Vermouth Award 2024 (il riconoscimento rientra nella rosa dei World Drinks Awards promossi dalla rivista TheDrinksReport.com) a soli 6 mesi dal lancio sul mercato. Il vino liquoroso, distribuito da Pellegrini Spa, nasce dalla neonata start up Essenza Mediterranea di Vittorio Gargaglione e il contributo enologico dell’azienda agricola della stellata Caterina Ceraudo (ristorante Dattilo), la chef che ha rivoluzionato la cucina calabrese. Un intreccio tra tradizione, tecnologia e territorio innestate nelle terre calabresi.

Ma partiamo dalle origini. Tutto è iniziato nel Medioevo, nell’XI secolo quando Sichelgaita, moglie di Roberto Il Guiscardo ed esperta erborista della Schola Medica Salernitana, favorì l’insediamento ad Altomonte (piccolo borgo nella Magna Grecia) di alcuni ordini monastici. Nel corso dei secoli, questi si applicarono allo sviluppo della tradizione liquoristica tanto da stimolare, poco dopo l’unità d’Italia, l’attenzione e l’interesse dei Giacobini, famiglia originaria di Salerno che nel 1879 decide di aprire un’azienda omonima. In poco tempo Giacobini si impone come realtà avanguardista, selezionando diversi fornitori in tutta Italia per ottimizzare qualità e costo dei trasporti ed esportando circa il 70% della produzione all’estero. Alla base di questo ambizioso progetto imprenditoriale c’era una chiara visione aziendale: prendere spunto da eccellenze internazionali come i vini dalla Francia e il Vermouth dai Torinesi per sviluppare nuove ricette che fossero piena espressione del territorio.

Tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo arrivarono così i primi importanti riconoscimenti: nel 1889 il Ministero di Agricoltura, Industria e Commercio conferisce al Vino Balbino Bianco 1886 la Medaglia d’Oro; nel 1904 furono consacrati con il loro Vermouth ricevendo la medaglia d’oro all’esposizione universale di Saint Louis; nel 1909 venne riconosciuta come azienda di eccellenza e l’Almanacco Italiano dedicò a Giacobini un articolo dal titolo «La Casa Giacobini, in Altomonte ed i Vini Calabresi di Lusso»; nel 1911 all’Esposizione Internazionale delle Industrie e del Lavoro di Torino, Casa Giacobini ricevette il Diploma di Medaglia d’Oro.

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Sono i primi anni ’30 quando Carlo Moliterno entra giovanissimo nell’azienda Giacobini come garzone per imparare il mestiere e pochi anni dopo, in seguito alla chiusura dell’azienda, fonda la sua impresa, concentrando il business su bevande e liquori. Liquori del territorio come menta, millefiori, fernet e amaro, poi le spume, acquistando un gasometro (ancora presente nel museo di famiglia) e il primo frigorifero del paese per servire il fresco. Negli anni successivi l’azienda Moliterno porta avanti l’antica tradizione liquoristica di Altomonte, anche se la sua attività di sviluppo principalmente sul territorio per poi avere una svolta importante. Nel 2020, infatti, Vittorio Gargaglione, uno degli eredi Moliterno, decide di intraprendere un nuovo progetto da affiancare alle attività di famiglia, con l’idea di proporre prodotti che fossero in linea con i trend di mercato e con l’obiettivo di espandere la distribuzione oltre i confini regionali. Nel 2023, Gargaglione rilancia lo storico marchio Giacobini riprendendo le fila di quel racconto iniziato nel regno borbonico. Nascono così prima Amaro Eroico e Elixir e poi ora Bitter e Vermouth che hanno sempre identificato e rappresentato la storia di Giacobini.

Ed è proprio su Bitter e Vermuth che ci concentriamo. Il primo Vermouth dei Giacobini era un Vermouth mediterraneo, l’unico esempio fatto nel meridione con erbe della macchia mediterranee che riusciva a imporsi accanto ai Vermouth torinesi. Visione chiara e lungimirante, come si evinceva già dalla prima etichetta che metteva in risalto due aspetti principali: «Questo Vermouth, essendo preparato con eccellente vino è un puro prodotto enologico»; «Differente dai Vermouths liquori preparati dai distillatori» . Il rosso e il bianco di oggi sono l’esito di una nuova ricetta biologica, mediterranea, con vitigni autoctoni e che ha pieno rispetto della storia e del territorio. Nasce dalla collaborazione tra Caterina Ceraudo e Vittorio Gargaglione, una partnership nata dalla volontà di unire un simbolo di eccellenza della Calabria dal punto di vista agricolo e vitivinicolo, l’azienda Ceraudo, e un brand storico della Calabria, Giacobini, con un obiettivo chiaro: lo sviluppo di un Vermouth e un Bitter che rappresentassero al meglio il territorio e il Mediterraneo nel senso più ampio, sfruttando al meglio le capacità agricole, enologiche e il ruolo di Caterina Ceraudo, grande interprete dal punto di vista delle erbe aromatiche

Il nuovo Vermouth Rosso Giacobini, campione del mondo, è, a tutti gli effetti, un prodotto sorprendente: autentico e originale grazie al suo ingrediente principale, il vino rosso Dattilo Ceraudo, ottenuto dalle uve dell’autoctono calabrese Gaglioppo, ha un carattere prettamente mediterraneo grazie alle principali botaniche utilizzate (18 in tutto), ossia assenzio, foglie di ulivo, carciofo, cardo selvatico, alloro, eucalipto, liquirizia, mandarino, arancia e limetta di Calabria. È un Vermouth di grande struttura, di colore rosso ramato, che al naso sprigiona netti sentori vegetali dell’ulivo, del cardo selvatico e del carciofo, accompagnati da note di mandarino, limetta e arancia. Chiudono il quadro olfattivo poliedrico di questa etichetta, le note balsamiche della liquirizia, quelle legnose del sandalo e quelle officinali dell’assenzio. Al sorso è piacevolmente morbido, avvolgente, elegante, di ottima freschezza.

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Ingredienti 35 ml Grappa K24 Liquid Gold 30 ml Lime 20 ml Liquore Ancho Reyes Red 20 ml Sciroppo di zucchero di canna 2/3 gocce di Orange Bitter 1 Lemon…

Vermouth Giacobini Bianco è al naso complesso e pulito, un’esplosione di aromi e profumi mediterranei, al sorso è fresco e agrumato con sentori balsamici, deciso e persistente grazie alle 16 botaniche e soprattutto al vino bianco Petelia Ceraudo, ottenuto da vitigni autoctoni Greco Bianco e Mantonico. È un liquore da utilizzare preferibilmente in purezza o con qualche sodato e un bel garnish.

Il bitter invece utilizza un processo di macerazione a freddo, in cui bacche, radici, erbe aromatiche e officinali si fondono con il gusto intenso e unico degli agrumi della macchia mediterranea.