La Tarantola, Appiano Gentile (CO)
Ci sono luoghi dove la natura non fa solo da cornice ma diventa presenza discreta e, allo stesso tempo, avvolgente. È il caso del Ristorante Tarantola, ad Appiano Gentile, situato nel cuore di una riserva naturale tra Como e Varese. Un ristorante, certo, ma dall’aspetto di una villa. Un buen ritiro di famiglia. Una storia che si snoda lungo oltre 55 anni, tra il profumo del pane appena sfornato e quello del pergolato con tavoli imbanditi in giardino. Un luogo tramandato da genitori in figli, da scoprire e poi da raccomandare ad amici fidati. Per un weekend fuori porta, a poco più di mezz’ora da Milano.

La memoria del mulino di famiglia

La sua storia comincia con Italo Benito Tarantola. Non chef, ma fornaio. Lieviti e farine come linguaggio, il mulino di famiglia a Milano come prima scuola. Poi il trasferimento ad Appiano Gentile, un piccolo panificio, una Moto Guzzi che attraversa ogni giorno il bosco per portare il pane. E l’incontro con Anna, amore e compagna di una vita. Il racconto della famiglia Tarantola è intrecciato con quello del territorio, ed è proprio qui che nel 1969 nasce il ristorante che prende il loro cognome: una casa di campagna elegante, incastonata in un parco che profuma di pini, glicine dove il tempo scorre lento, assaporando il meglio di ogni stagione.
Un ristorante in ascolto

Oggi a guidare la cucina è il figlio Vittorio Tarantola (in foto qui sopra), classe 1962, sommelier e chef patron con un’idea precisa: la cucina come gesto quotidiano e istintivo, mai scontato. Una cucina che guarda alla semplicità come atto rivoluzionario, dove la materia prima detta il passo. Un lavoro difficile? “Per niente, solo passione”, afferma prima di salutare gli altri ospiti, che per lui sono amici. Insieme a lui, le sorelle Amalia, Mara, la moglie Maria Rosa. Ognuno con un compito, ognuno con un talento. Una famiglia vera, senza cliché. E si sente. Il ristorante è un sistema armonico di stanze, ognuna con un carattere. La “Sala Camino”, intima. La “Portico”, che sa di mezzogiorni lenti. La “Bosco”, regina delle feste. Le verande e il pergolato, rifugio estivo tra fruscii di foglie e tovaglie candide.
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Accoglienza, senza esibizioni

Tutto parla di accoglienza, senza esibizioni. Anche se i vip non mancano. Poco lontano c’è la Pinetina, dove si allenano i giocatori dell’Inter, che qui sono di passaggio. C’è chi (come Acerbi) ha scelto di celebrare qui il rito nuziale. E chi passa in settimana per godersi un pranzo con la giusta dose di genuinità e riservatezza.
Il menu che cambia con le stagioni

Il menu cambia 4 volte l’anno. Il desiderio è quello di dare un buon menu alla carta e dare continuità allo stile. Cosa c’è nel menu? I piatti del Ristorante Tarantola sono come quadri impressionisti: sussurrano più che urlare.
- Terra Ferma è radicato, concreto, carnale. Una terrina di foie gras servita con composta di frutta, l’uovo morbido che arriva come carezza, il maialino da latte che chiude il cerchio.
- Brezza di Mare invece è racconto vivo: salmone marinato, polpo tenero, il pescato del giorno che varia e stupisce per la freschezza. Ogni piatto ha una sua geografia emotiva. Non è solo il palato a essere appagato, ma qualcosa di più profondo, quasi ancestrale.
L’assaggio: pochi ingredienti con accenti aromatici decisi


Arrivo al ristornate nella prima giornata di sole caldo. Si inaugura il giardino sotto il pergolato e si omaggia la cucina di mare. Ecco il percorso consigliati dallo chef.
Calamari e polpo alla plancia, vinagrette di patate, spinaci e salsa di cipollina

Una sinfonia marina che gioca sull’equilibrio tra forza e delicatezza. Il calamaro e il polpo, grigliati alla plancia, sviluppano una crosticina fragrante che contrasta con le carni morbide e sapide. La vinagrette di patate non è semplice contorno: è una carezza cremosa e acidula che rinfresca il palato, mentre gli spinaci — scottati appena — mantengono la loro freschezza erbacea. La salsa di cipollina chiude il piatto con un accento aromatico preciso, che esalta senza sovrastare.
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Linguine di germe di grano, tartare di scampi, burrata e basilico

Un piatto che racconta il Mediterraneo con voce nuova. Le linguine al germe di grano hanno masticabilità e carattere, sorrette da una tartare di scampi dolce e leggera. La burrata introduce una nota lattica e avvolgente, mentre il basilico, fresco e pungente, lega gli elementi con una firma profumata. È una composizione equilibrata tra consistenze, che riesce a essere sofisticata senza diventare pretenziosa.
Morone, melanzane alla brace, pomodoro e olio al basilico

Il morone, pesce nobile poco inflazionato, viene trattato con rispetto: cottura precisa, carne soda e succosa. Le melanzane alla brace raccontano la terra, con quella nota affumicata che dà profondità al piatto. Il pomodoro porta dolcezza e acidità, mentre l’olio al basilico — dosato con misura — aggiunge freschezza e verticalità. Un secondo piatto che gioca con pochi ingredienti ma parla chiaro e con autorevolezza.
Cheesecake al mango con zenzero

Un dessert che osa uscire dai soliti cliché. La base della cheesecake è solida, ben costruita, e accoglie una crema setosa in cui il mango esprime tutta la sua tropicale eleganza. Lo zenzero, se ben calibrato, non invade ma accende: regala un guizzo speziato che rinnova l’assaggio e invita a ricominciare. Dolcezza, acidità e calore trovano qui una convergenza originale e piacevolmente inattesa.
Pasticceria, tra nostalgia e innovazione

E a proposito di dessert, qui a La Tarantola la pasticceria è un mondo a parte. Nasce nel 1953 e ancora oggi vive in equilibrio tra la nostalgia delle torte della domenica e il desiderio di sperimentare. Panettoni e colombe a lievitazione naturale, praline che sembrano gioielli, e il Gulusin, il biscotto inventato da Vittorio per rendere omaggio al suo paese. Qui il dolce non è solo chiusura, è ricordo. È comfort food che sa di casa. Ma anche orgoglio. Collaborano, infatti, con il ristorante scuole alberghiere e ragazzi a rischio abbandono scolastico.
C'è chi dice no
Vino, ogni bottiglia è scelta con cura

La cantina, oltre 800 etichette, è la voce sommessa di chi ha assaggiato molto e sa ascoltare. È Vittorio a curarla in prima persona, con lo stesso rispetto riservato alla cucina. Ogni bottiglia è scelta con cura, ogni abbinamento pensato come una poesia in endecasillabi. Il desiderio di avere dei vigneti lo stuzzica, ma meglio valorizzare i produttori della zona. A ognuno il suo mestiere.
Tarantola: non solo ristorante

Il mondo Tarantola oggi è anche catering, ricevimenti, eventi. Portano fuori le mura la loro idea di bellezza semplice, senza perdere mai di vista la verità delle origini. Che sia un matrimonio in una villa sul lago o una cena in famiglia, l’eleganza rimane quella di un gesto fatto bene, senza clamore.



Ci sono ristoranti che si ricordano per un piatto. Altri per un dettaglio. Poi c’è Tarantola, che si ricorda perché ti rimette in contatto con qualcosa di profondo: la bellezza delle cose fatte con amore, lentezza e dedizione. Perfetta destinazione per sfuggire dalla città, per ritrovarsi tra amici, per festeggiare un evento speciale. O tutte e tre le cose insieme.
Ristorante Tarantola – Appiano Gentile (CO)
www.ristorantetarantola.it
Parco Pineta
Prenotazioni: +39 031 933012
Aperto tutto l’anno












