La Tenuta Ca’ Lojera, appartenente alla famiglia Tiraboschi, è un luogo intriso di storia e tradizione. L’antica cascina, risalente al XIII secolo e raggiungibile via lago, fu, in passato, la residenza estiva del Vescovo di Verona. Il suo nome significa “casa dei lupi”.  Si racconta che, quando il Garda e il laghetto del Frassino erano collegati da una fitta rete di vie d’acqua, contrabbandieri soprannominati “lupi” approfittassero delle case in riva al lago per nascondere le proprie merci.

L’azienda nasce agli inizi degli anni ’90 non tanto da un’idea, ma per necessità, in un momento di grande difficoltà per la vendita dell’uva destinata alla produzione di vino bianco. Infatti, né il ritiro né il pagamento erano più certi. Di fronte a questa situazione, l’unica scelta era lottare e fare una scelta coraggiosa, così nel 1992 Franco e Ambra Tiraboschi diedero vita all’azienda. Trent’anni, ricchi di contrasti, senza riposo ne monotonia, hanno donato all’azienda una sorta di eterna giovinezza. 

Situata a Sirmione, Ca’ Lojera, è un’azienda, a conduzione familiare. Dai 5 ettari iniziali, conta oggi, 20 ettari di cui 18 ettari a Turbiana, su argille bianche, di origine morenica e di natura sedimentaria, prevalentemente calcaree, da cui il Lugana acquisisce la sua caratteristica mineralità salata e austera, evidente soprattutto nelle versioni Superiore e Riserva. I restanti 2 ettari si trovano sulla prima collina morenica e sono coltivati a Chardonnay, Merlot e Cabernet.

Il progetto di Ca’ Lojera è sempre stato volto a dimostrare la longevità del Lugana. Per raggiungere questo obiettivo, l’uva viene raccolta a mano seguendo tre fasi di vendemmia: la prima, dedicata al Lugana entry level e, in piccola quantità, allo spumante; la seconda, a partire dalla metà di ottobre, per il Lugana Superiore; la terza, ai primi di novembre, per la Riserva del Lupo, ottenuta da vecchie vigne affacciate sul lago, dove la botrytis nobile impreziosisce quasi del tutto l’acino.

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La capacità di invecchiamento di questi vini è testimoniata dalla presenza di piccole quantità di vecchie annate di Lugana Superiore e di Lugana Riserva del Lupo, spesso proposte in degustazioni internazionali dal Consorzio Lugana.

Ca’ Lojera Riserva del Lupo 2020 Lugana DOC

La Riserva del Lupo «dimostra una longevità rara solo narrata in passato per un vino bianco » afferma Ambra Tiraboschi, e, in modo giocoso, il nome richiama la somiglianza con il marito Franco. L’idea, alla base di questa selezione speciale, nacque nel 2001, grazie a numerose microvinificazioni sperimentali, ma ufficialmente prende vita nella caldissima stagione 2003 da vecchie vigne che hanno consentito, e consentono, una maturazione prolungata degli acini fino a novembre. Il mosto fermenta in vasca d’acciaio per almeno 18 mesi, riposa in bottiglia per 6 mesi e rimane nella cantina interrata fino al momento della vendita. Nel calice un giallo dorato lucente, al naso note quasi solfuree, minerali, un tocco di zafferano, iodio, pepe bianco, tisana alla malva, pesca nettarina e un tocco di umami, un profumo materico e tridimensionale. Al palato leggero, fresco, minerale e dissetante. Un sorso capace di dipingere il territorio, un calice che ben si accompagna ai pesci di lago, ma con l’evoluzione è capace di sostenere anche piatti più strutturati. 

In azienda si possono trovare ancora qualche vecchia annata, iconici sono i millesimi 1999 e 2002. Assaggiando questi vini il pensiero corre a Ambra Tiraboschi, recentemente scomparsa, il suo ricordo è chiaro e ben presente in questi calici, dove si ritrova la storia e le tradizioni di Ca’ Lojera, che si possono riassumere in due parole coerenza e scorrevolezza stilistica.

Costa circa 23,00 euro  distribuito da Proposta vini

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