Isolabella della Croce BRICCO del FALCO Piemonte DOC Pinot Nero verticale
Piemonte terra di grandi rossi, Nebbiolo, Dolcetto, Barbera, Brachetto…ma c’è qualcuno che ha deciso di puntare sull’enfant terrible, ovvero il Pinot Nero, sinonimo di eleganza e grande personalità. A Loazzolo, la DOC più piccola d’Italia, rinomata per la produzione di vino da uve Moscato bianco, Isolabella della Croce sfida la tradizione e decide di coltivare Pinot Nero, un vitigno umorale.
Acini piccoli, buccia sottile e fragile un vitigno che va trattato con le dovute attenzioni, con lui non è non ammesso sbagliare, qualsiasi errore si faccia si ritrova poi nel calice. Il Pinot Noir tende a maturare in pochi giorni, pochi tannini, buona acidità e scarico di colore. Se non viene trattato con le dovute attenzioni, i vini che si ottengono sono semplici, ma, al contrario, se saputo valorizzare regala prodotti di estrema eleganza.


La famiglia Isolabella della Croce arriva a Loazzolo nel 2001 per scappare dal caos milanese dove gli Isolabella della Croce sono titolari dell’omonimo studio legale. Qui, in questo angolo di Piemonte luogo immerso nella natura e nel nulla Francesco e Luigi Isolabella della Croce, insieme al padre Lodovico, decidono di dare la loro interpretazione del Pinot Nero.
«Il Pinot Nero, non è un vitigno facile, è estremamente sensibile al terroir e all’annata. – afferma Luigi Isolabella della Croce– Su questo vitigno, non c’è margine di errore.»
Sughero vs Stelvin
Bricco del Falco è un Pinot Nero che dimostra come terroir, saper fare e tecnologia possono dare risultati che non ti aspetti in questo angolo di Piemonte. Tre sono i vigneti dedicati a questo ombroso vitigno, tutti a matrice calcarea, con una pendenza superiore al 30%, lavorazione interamente manuale, fresche brezze, che spirano dal mare, regalano buone escursioni termiche e sanità ai grappoli: il vigneto a OVEST, 500 metri di altitudine e 6.000 ceppi per ettaro, è costituito da vecchie vigne di un clone di Pinot Nero che regala struttura; il vigneto La VELA, 450 metri sul livello del mare, con densità d’impianto di 11.000 ceppi per ettaro, con una pendenza che sfiora il 90% impiantata con un clone caratterizzato da grappoli spargoli, tali da poter garantire un raccolto di pochi grappoli per pianta, e che dona profondità al vino; la vigna a EST ha una maturazione più tardiva che regala un migliore corredo polifenolico.


Dal 2017 per Bricco del Falco viene usato un processo di lavorazione innovativo attraverso l’utilizzo di contenitori VINOOXYGEN®, brevettata dall’enologo Andrea Elegir e dal fratello Luca, ingegnere. VINOOXYGEN® è un vinificatore brevettato per vinificare senza travasare. Questo è dotato di raschiatori sul fondo che servono a convogliare le fecce depositatesi per decantazione durante la macerazione verso un serbatoio di raccolta esterno per via esclusivamente meccanica. L’assenza di travaso preserva il corredo aromatico regalando vini più fini limitando al massimo l’azione ossidativa dell’ossigeno.
Isolabella della Croce Bricco del Falco Piemonte DOC Pinot Nero
Dieci destinazioni calde dove godersi il resto dell’inverno

Bricco del Falco Piemonte DOC Pinot Nero 2020: la prima parte della fermentazione avviene in vinificatori orizzontali, con delicate e lente follature. Il mosto poi viene svinato ed in parte trasferito nel tino VINOOXYGEN® dove termina la fermentazione alcolica, la fermentazione malolattica e inizia la lenta fase dell’affinamento mentre l’altra parte viene svinata in acciaio dove termina la fermentazione alcolica e malolattica prima di essere trasferito in barriques e tonneaux. Colore luminoso per un calice che regala un bouquet di frutti rossi succosi e croccanti, visciola, ribes, lamponi, mirtillo e melograno, un tocco floreale dato dalla rosa e dalla lavanda, poi erbe aromatiche, rosmarino, genziana e accenni vanigliati. Il sorso è caratterizzato da un tannino elegante e ben centrato, giovane ma già godibile.
Bricco del Falco Piemonte DOC Pinot Nero 2016: un bouquet dai toni più scuri e introversi che chiedono tempo per aprirsi e lasciarsi scoprire. Al secondo naso ritornano i sentori del 2020, rosa canina, mora, visciola, prugnolo, chinotto, vaniglia, tocchi incensati, erbe officinali, saldalo ed alloro. Al sorso è verticale e scalpitante, rivela un’indole austera, misteriosa ed elegante, tannini setosi ed avvolgenti il tutto in perfetto equilibrio.
Bricco del Falco Piemonte DOC Pinot Nero 2015: nel colore scarico e luminoso il DNA del vitigno. Al naso torna il fruttato tra i frutti rossi croccanti e l’agrume, ciliegia, bergamotto, arancia sanguinella, un tocco di erbe aromatiche, verbena, rosa canina, erba di campo e melissa, seguono poi le note terziarie vaniglia, liquirizia dolce, tabacco biondo, bacche di ginepro, macchia mediterranea e mirto. Un’acidità più vibrante rispetto alle annate precedenti, tannino ben integrato, sorso pieno, saporito e scalpitante.
Cachi, dolce frutto dell’autunno
Bricco del Falco Piemonte DOC Pinot Nero 2013: un Pinot Nero in tutto il suo essere, si parte dalle note floreali, pot-pourri di rose e viole, geranio, mora, mirtillo, ciliegia ancora croccante, foglie secche, note incensate e balsamiche, muschio, pepe bianco e poi note terziarie, torrefazione, cacao, ciliegie sotto spirito, verticale, sapido, equilibrato nell’assaggio, elegante e sofisticato, con grande persistenza.
Bricco del Falco Piemonte DOC Pinot Nero 2011 un vino vecchio stile austero con un naso giocato sulle erbe aromatiche, rosmarino, timo, aneto, elicriso, bastoncino di liquirizia ecco poi l’immancabile tocco floreale disidratato, violetta, rosa e lavanda, e toni terziari come pepe tabacco, torrefazione, caffè e cacao. Un naso variegato che comprende anche le note spezie, macis, noce moscata, cardamomo, vaniglia, chiodi di garofano, canfora ed eucalipto. Il sorso è elegante, tannino saporito e vivo con un’acidità che regala freschezza al sorso.
Costa circa 28,00 euro












