Moser Trento linea Warth
Se dici Moser dici ciclismo …il grande ciclismo italiano degli anni ’80. Ma è anche vino, infatti da diverse generazioni la famiglia Moser coltiva diversi ettari di terreno a frutteto e vigneto tra Caldaro e Monticolo, nel versante più soleggiato dell’Alto Adige. Qui, infatti troviamo la tenuta Moser di Caldaro. La passione per la viticoltura e la vinificazione si sono tramandate di generazione in generazione, la famiglia Moser, infatti, coltiva vigneti da oltre 40 anni, ma la svolta è avvenuta nel 2019 quando si è deciso di imbottigliare il vino con una propria etichetta.

Oggi alla guida dell’azienda troviamo Carlo e Matteo Moser: il primo forte delle esperienze maturate all’estero, si occupa della strategia imprenditoriale e commerciale, mentre Matteo, enologo di formazione e anima tecnica della cantina, ha disegnato l’identità enologica dell’azienda. Lo stile Moser non segue mode, è più una visione orientata al continuo perfezionamento verso vini freschi e longevi, ma soprattutto identitari di un territorio.
Le origini
Salmone affumicato su tortelli di erbette e ricotta
Le radici della cantina Moser affondano in profondi valori familiari che, da sempre, ne definiscono l’identità non solo dell’essere vignaioli, ma vignaioli trentini. Negli anni ’70, Diego e Francesco — cresciuti nella tradizione contadina di Palù di Giovo — trasformarono la loro passione per la viticoltura in un progetto enologico basato sulla qualità legata a filo doppio con il territorio. Vedono, così, la luce le prime bottiglie firmate Moser. Emblema di questa doppia vocazione è la bottiglia del Metodo Classico 51,151, che celebra il memorabile Record dell’Ora stabilito a Città del Messico nel 1984.

Il Trentino è un territorio dalle caratteristiche uniche: suoli minerali, altitudini elevate ed escursioni termiche che infondono ai vini freschezza ed eleganza. Qui, da sempre, troviamo una viticoltura eroica: tutto è manuale, ripidi terrazzamenti, dove ogni grappolo è il risultato di un impegno meticoloso. Qui, Carlo e Matteo, cresciuti nel rigore sportivo dove il sacrificio e l’impegno sono alla base del risultato, vogliono lasciare un segno, una traccia fedele al loro pensiero e alla loro filosofia: un vino che possa affrontare lo scorrere del tempo senza inflessioni.
Warth la linea dei vini fermi
Cima di rana pescatrice alla Wellington
La famiglia Moser produce Metodo Classico dal 1984 utilizzando le migliori uve di Chardonnay e Pinot Nero provenienti da due delle zone più vocate del Trentino: la collina di Trento e la Valle di Cembra. Ma tutto nasce dai vini fermi. «Quando avevamo iniziato in Val di Cembra producevamo principalmente vini fermi soprattutto da vitigni autoctoni, come Chardonnay, Müller Thurgau, Riesling, Teroldego e Lagrein – racconta Carlo – Quindi crediamo molto nei vini fermi anche se poi i vini della linea dei Trentodoc sono diventati, forse, più conosciuti. Qualche anno fa, io e Matteo, ci siamo resi conto che si stava creando un gap con i Trentodoc grazie ai quali siamo cresciuti non soltanto a livello di immagine, ma anche come vini investendo sicuramente di più nella spumantistica.» Da qui è nata la necessità di ammodernare questa gamma e per farlo tre cose risultavano fondamentali: far crescere i prodotti, cambiare la veste grafica e semplificare il nome. Originariamente la linea prende il nome dalla tenuta “Warth”. Quando Francesco Moser acquistò questo maso sulla collina di Trento non aveva un nome, si voleva scegliere un qualchecosa che ricordasse il luogo. In Italia il toponimo non era permesso; il paese dove sorge il maso si chiama Gardolo di Mezzo, e in tedesco Gardolo si dice Warth, nome già presente durante l’impero austroungarico e da qui l’idea il toponimo, ma in lingua tedesca. Così tra il ’90 e il ’91 nasce la linea “Maso Warth”. Due anni fa, seguendo un’idea di Matteo, si è deciso alleggerirla e di usare solo il nome del toponimo “Warth”. Segue un restyling della veste grafica e, sempre da un’idea di Matteo, ecco che un tratto manuale appare su queste bottiglie realizzato dall’artista trentino Paolo Tait. Questa collaborazione, nata da un’amicizia ventennale tra la famiglia Moser e l’artista, si è concretizzata nella scelta di simboli distintivi – elementi di vita rurale, strumenti di lavoro e animali – per le etichette del Riesling Renano, Sauvignon Blanc e Rubro.
Linea Warth dal tratto artistico
Le uve per la linea Warth provengono dai vigneti di Maso Warth e dalla Valle di Cembra. I grappoli sono vinificati e affinati con particolare attenzione per esaltare le caratteristiche del terroir, che si esprime attraverso mineralità e freschezza tipiche delle zone di coltivazione. Il risultato sono vini longevi e di carattere valorizzati da una bella spalla acida e una gustosa sapidità.
Lady in bianco

Sauvignon Blanc Vigneti delle Dolomiti IGT 2022 ultima creazione di Moser tra i vini fermi. Le uve provengono da due vigneti distinti. Solo acciaio e tappo stelvin per mantenere freschezza, mineralità e per non nascondere la tipicità del territorio trentino. L’etichetta rappresenta idealmente gli strumenti arcaici della vita rurale, simboleggia il legame viscerale della famiglia con la terra e il lavoro. Un calice giallo paglierino con riflessi dorati. Un bouquet intrigante, note fruttate e floreali, con richiami di pesca bianca, lime, frutta tropicale e fico, poi fiori bianchi, caprifoglio ed erbe di montagna. Il sorso rivela l’intensa mineralità dei terreni calcarei, grande freschezza e sapidità, con un finale leggermente ammandorlato.
Costa circa 22 euro

Riesling Renano Trentino DOC 2022 solo acciaio e tappo stelvin per mantenerlo giovane e longevo nel tempo. Un calice giallo dorato luminoso che rivela un Riesling dal carattere moderno e varietale, quasi controcorrente, che punta al futuro senza fronzoli orgoglioso del suo essere. Regala una spiccata acidità e una forte componente minerale, grazie a un affinamento prolungato in bottiglia che esalta le sue caratteristiche intrinseche insieme al terroir. Il bouquet è agrumato, pompelmo, lime, con piacevolissime note di verdello che regalano e richiamano freschezza al sorso con accenni di idrocarburi. In bocca entra diretto, preciso, con una bellissima lunghezza, un vino che non si dimentica.
<strong>Essere gourmet alla Milano Fashion week</strong>
Costa circa 17 euro

Rubro Teroldego Vigneti delle Dolomiti IGT 2022 proviene dai vigneti più importanti della cantina, situati sulle colline dei Sorni a 300 metri sul livello del mare. Vendemmia manuale con selezione delle uve, pigiatura soffice, fermentazione e macerazione sulle bucce in vasche d’acciaio per più di un mese, con rimontaggi all’aria e delestage. Fermentazione malolattica e riposo in barrique (nuove per il 50%) per 2 anni, invecchiamento in bottiglia per ulteriori 2 anni. Nessuna fretta, il lento trascorrere del tempo gli regala complessità e longevità con una struttura armonica e un buon potenziale di invecchiamento. Il bouquet ha il carattere del Trentino, diretto e fruttato, prugna, ciliegia, corniola, mirtillo selvatico, cassis, un tocco di floreale, uno speziato dolce, liquirizia e un accenno minerale. Il sorso colpisce per i tannini ben presenti fresco e salino, una caratteristica che accomuna tutti i vini della tenuta.
Costa circa 30 euro












