L’uomo del “Triplete” scende di nuovo in campo. José Mário dos Santos Mourinho Félix, noto semplicemente come José Mourinho, ma conosciuto dai più come lo Special One, lancia sul mercato la sua ultima sfida: quella del vino. Oggi, infatti, oltre a guidare gli Undici del Fenerbahçe Spor Kulübü (Liga Turca), nel caso che interessa direttamente noi, il terreno su cui gioca la sua nuova partita non è quel meraviglioso quadrilatero verde, bensì la vigna. Lo fa puntando tutto su un top player che proviene dal suolo di casa, il Portogallo. L’allenatore di Inter e Roma, solo per ricordare le sue apparizioni sulle panchine del Campionato italiano, ricalca così la strada di un suo predecessore Nils Liedholm che dopo, o per meglio dire assieme alla passione del calcio, ha riversato attenzione e dedizione anche in quello del vino.

La scommessa su cui Mourinho ha voluto puntare trova la sua essenza attraverso le identità e le peculiarità di un poker d’assi della viticoltura portoghese: Touriga Nacional, Touriga Franca, Tinta Barroca e Sousão. Un modulo enologico alla bordolese, potremmo dire, però adattato alla terra dei lusitani. Lo “stadio” nel quale si gioca questa partita di Mourinho è il Douro. Una valle a Nord del Paese, per certi versi ricorda per orografia e incanto paesaggistico quello del Rodano, contornata da colline create nel corso del tempo dall’omonimo fiume. Un terroir da sempre conosciuto e apprezzato per la profondità e l’espressività importante dei suoi rossi. Qui la preparazione atletica delle vigne è seguita soprattutto dai carismatici terreni scistosi, il tutto sostenuto da una qualità tecnica assicurata dall’equipe composta da un clima caldo e secco ma soprattutto dalle importanti escursioni termiche. Allenamento quotidiano e costante, quest’ultimo, che conferiscono complessità e struttura al vino. Infine c’è il pre partita vero e proprio. Qui gioca un ruolo fondamentale la tecnica contemporanea di vinificazione che, combinata con un profondo rispetto per la tradizione, donano al vino del Douro longevità e importanza rendendoli tra i più ricercati e ammirati al mondo. Non avendo ancora avuto la fortuna di poterlo assaggiare (sic!) ci affidiamo alle note degustative che lo stesso Mou anticipa: “Questo vino è morbido e corposo, con sapori vibranti di frutti rossi maturi e un tocco di spezie. I suoi tannini morbidi ed equilibrati creano un finale armonioso. Si abbina ottimamente con pasta, formaggi e una varietà di piatti a base di carne”.

Per avere la fortuna di testare in anteprima la bottiglia bisognerà aspettare ancora un po’. L’uscita sul mercato è, infatti, prevista ad aprile. Il prezzo non è proprio cheap… siamo sui 150 euro, compreso la box autografata dallo stesso José.

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Un progetto personale, di business e di amore per la propria terra e le proprie origini che lo Special One commenta così: «Il vino è selezionato con cura da una delle mie regioni preferite del Portogallo. Un vino che riflette il mio incessante desiderio di godermi ogni momento della vita. Dai ricchi terreni del Portogallo alla tua tavola, questo vino è più di una bevanda: è un viaggio di sapori, carattere e patrimonio. Il tutto per creare momenti indimenticabili e brindare alle celebrazioni più belle della vita”.

Sul sito dedicato a questo nuovo progetto, www.thespecialonewine.eu (non poteva certo chiamarsi in altro modo, ndr) è comunque possibile già effettuare un pre-order. Una volta acquistata lo Special One sarà spedita tra le 12 e le 16 settimane.

“Che tu stia festeggiando una vittoria o trascorrendo del tempo con le persone a cui tieni – aggiunge il mister – questo vino è pensato per essere condiviso con qualcuno di veramente speciale”. Un vino che segue la filosofia dello Special One fatta di grande fisicità, solidità in difesa ma capacità fluttuante per la fase offensiva.

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Quella del binomio calcio-vino potrebbe sembrare in prima analisi non così vicino invece non lo è. Anzi, basti pensare a quanti calciatori, in campo ed ex, o allenatori, l’ultimo è appunto lo Special One, hanno direttamente o indirettamente abbracciato questa particolare partita. Ma non solo. Un binomio che è anche business e marketing, soprattutto nel Belpaese. Per chi frequenta gli stadi o comunque segue le vicende calcistiche della Serie A, non potrà non notare quante sponsorizzazioni, main o di servizio, esistano tra cantine, aziende vitivinicole e di spirits (questa potrebbe essere una prossima puntata della rubrica Vino nel pallone, stay tunes) e le squadre calcistiche. Del resto se è vero che il Pallone è il bel gioco del mondo, lo diventa ancora e sicuramente di più se accompagnato da un buon bicchiere di vino. Salute!