12 Chianti Classico da non perdere
Appuntamento-cardine nella proliferazione (talvolta endemica) delle manifestazioni-manifesto dell’inizio dell’anno, la Chianti Classico Collection del Gallo Nero, arrivata alla sua 32ma edizione, ospitata nell’ormai tradizionale cornice della Stazione Leopolda, si conferma occasione imperdibile per farsi un’idea vivida di una tipologia – a giudicare dagli assaggi – sempre più in salute e convinta delle proprie potenzialità. 218 le aziende andate in scena il 17 e 18 febbraio (con la contemporanea celebrazione del 50° anniversario del Consorzio Olio DOP Chianti Classico) e antipasto fornito dall’Anteprima Vino Nobile di Montepulciano (particolarmente succosa in questa edizione, data la presentazione della nuova tipologia delle “Pievi”), seguita dall’Anteprima Chianti Lovers & Rosso Morellino, per poi concludere con l’Altra Toscana e la Valdarno di Sopra. Un’edizione che si è svolta sotto il leitmotiv della sostenibilità, che potrebbe anche sembrare una facile formula di marketing se non si fosse tradotta, fattivamente, in uno sforzo significativo e capillare che unisce tutti i soci nell’obiettivo di rendere l’attività vitivinicola realmente il meno impattante possibile.
Tornando al 2024, per il Consorzio l’anno del centenario, i dati congiunturali presentati confermano la sostanziale tenuta della denominazione, nonostante i ben noti problemi geopolitici che si concretizzano, oltre che in impedimenti logistici, in effettive perdite di mercato. Rimane da verificare l’annoso problema, ormai generalizzato, della gestione delle giacenze, che tuttavia rispetto ad altre tipologie rimane emergenza più marginale, mentre sono incoraggianti i ruoli di capofila svolti dalle due tipologie ‘premium’, ovverosia Riserva e Gran Selezione, che si ritagliano 43% della produzione e 54% del fatturato. Gli USA si confermano primo mercato in assoluto per il Gallo Nero, a seguire Italia, Canada e Regno Unito, prima della Scandinavia e della Francia.


Passando agli assaggi, ecco alcune anteprime fra le migliori, in ordine di assaggio, senza l’illusione della completezza.
Pacha, Ibiza
Fattoria Montecchio
Chianti Classico Gran Selezione DOCG Pasquino 2021
Uno degli highlights della produzione di casa Nuti, un emblema di equilibrio e nitidezza di lettura, arricchito dalla solita percentuale del 15% di massa elevata in anfora, trattata con ragguardevole padronanza. Ribes nero, sfumature di iris selvatico e richiami di alloro all’olfazione, alla beva teso e succoso, con ritorno fruttato e sapido e grande compattezza.
Castello di Monsanto
Chianti Classico DOCG 2023
Mi permetto di recensire un campione da botte esclusivamente per il grado di confidenza con i prodotti di casa e per la qualità dell’assaggio, davvero folgorante. La CCC non è scenario adeguato per indulgere in esperienze trascendenti, tuttavia qui si tratta di necessità non solo estetica: mirtillo, carruba e pepe nero in grani, un allungo poderoso e una chiusa di liquirizia.
Castello di Fonterutoli
Chianti Classico Gran Selezione DOCG Castello di Fonterutoli 2022
La barbabietola rossa
Nella solita, voluttuosa triade di GS di casa Mazzei, in quest’annata pare farsi preferire (ma siamo sulle frazioni di incollatura) il terroir di Castellina, un magnifico prodotto che esibisce, senza alcun compiacimento estetico, sfumature di gelso nero, tocchi di garofano, sensazioni di noce moscata e una beva dove intensità, piacevolezza e croccantezza si intrecciano impagabilmente.
Castellare di Castellina
Toscana IGT I Sodi di San Niccolò 2020
Vado soltanto in parte ‘fuori tema’ per segnalare questa chicca assoluta, da anni senza dubbio alcuno uno dei migliori rossi italiani, in un progetto decisamente impeccabile anche nelle altre referenze. 24 mesi di barrique, poi il decisivo passaggio in cemento. Ribes rosso, sfumature di rosmarino, tensione, freschezza e grande persistenza gustativa.
Ottomani
Chianti Classico DOCG Riserva Ottomani 2022
Burger di ceci con pecorino allo zafferano
Realtà giovane, concretizzazione delle visioni di 4 (ora 5) amici, 15 ettari tra Impruneta e Greve. Stilistiche naturali di pregevole precisione per risultati finali decisamente degni di nota. La punta di diamante è questa Riserva, da lunghissima macerazione – con parziale utilizzo del raspo – e due anni in rovere. Amarena, tocchi di violetta e salvia selvatica, poi menta. Succoso e molto intenso, mai eccessivo, al gusto.
Castello di Volpaia
Chianti Classico Gran Selezione DOCG Il Puro 2021
Ancora vagamente contratti sulle etichette più recenti, cui indubbiamente gioverà un po’ di bottiglia, è in questo 2021 che si ritrova tutta la compattezza di casa, fatta di precisione e di allungo. Corniolo in olfazione, sfumature di ginepro ed eucalipto, alla bevuta sontuoso, con richiamo balsamico e fruttato e molta generosità. Una specie di elisir travestito da vino.
Tenuta di Carleone
Chianti Classico DOCG 2022
3 elettrodomestici in 1: Elica vince il Compasso D'Oro
Tutta la sapienza di casa in un Chianti annata cui è difficilissimo (perché, poi?) trovare difetti. La solita ‘formula’ di vinificazione con macerazione/infusione lunghissima di Sean per un prodotto di equilibrio e stabilità, ma soprattutto intensità. Naso con mirtillo nero, gardenia, radice di liquirizia e tocchi di clementina. Al palato succoso, con ricordo di sottobosco e di piccoli frutti.
Riecine
Chianti Classico Gran Selezione DOCG Vigna Gittori 2022
Azienda imprescindibile, che è riuscita a mio avviso a riprendere per mano la propria vera inclinazione dopo anni di (leggero) appannamento tecnico. Questa, detto per inciso, è una sicurezza assoluta, da una delle vigne più ‘felici’ dell’intera denominazione. Gelso rosso al naso, sfumature di resina ed eucalipto, iodatura e bevibilità alla bocca, con persistenza e ritorno mentolato.
Vallepicciola
Toscana Rosso IGT Vallepicciola 2022
Mindfulness ad Aruba
Firm in grande crescita tecnica, frutto della sempre produttiva vision Colombo/Cellai, alla ricerca della chiave di lettura più adeguata di quello straordinario territorio che è Castelnuovo Berardenga. Tra le tante chicche, scelgo a fatica questo capolavoro di tensione, struttura e croccantezza lavorato tra cemento e barrique usate. Durone di Vignola, incenso, pepe nero in grani, lunghissimo alla beva.
Lecci e Brocchi
Chianti Classico Gran Selezione DOCG Celerarium 2018
Un’altra sorpresa nel round di assaggi, piccola realtà che fa dell’artigianato felice ed iconoclasta, oltre che delle visioni ambiziose di Sabrina, Giancarlo e Giovanni, la propria cifra. Un bel Classico, uno spiazzante Sangiovese ‘in bianco’, il Sangiò, e questa Gran Selezione, affinata in Slavonia, davvero convincente: ciliegia rossa al naso, sentori di menta selvatica e sanguinella, al gusto sapido, con richiamo agrumato.
Borgo Salcetino
Chianti Classico DOCG Borgo Salcetino 2022
Il lato immorale del bidet, ecco perchè i francesi non lo usano
La grande affidabilità della produzione della tenuta di Radda di famiglia Livon, un Classico emblematico, con malolattica ed affinamento svolto in botti grandi di rovere di Slavonia, che riesce nell’intento di amplificare l’eco territoriale. Lampone, salvia selvatica, note di noce moscata. La beva è tesa e succosa, con tannini sapidi. Chiude con ricordo di sottobosco e balsamico.
Castell’in Villa
Chianti Classico Riserva DOCG Castell’in Villa 2019
Dimenticate tutto quello che sapete del Classico e fatevi guidare da questa ineffabile cantina fautrice di alcune delle bottiglie migliori della tipologia. Bassissime rese, lunghissimi affinamenti, il Sangiovese alla prova dell’iper-concentrazione. In bottiglia, tuttavia, nessuna forzatura, mirtillo nero, garofano, sfumature di chinotto e ginepro, poi eucalipto. Bocca croccante, molto intensa, molto balsamica.












