Nell’era della digitalizzazione immersiva e potremmo dire totalizzante, non poteva mancare un’app dedicata al mondo del vino. O meglio. Mancava, nel mare magnum delle applicazioni esistenti, un supporto digitale capace di non fermarsi al mero intento commerciale, ma voluto per diffondere cultura vitivinicola ed enoica. Per superare questo gap ci ha pensato TellyWine. Una particolare applicazione multimediale che nasce nel cuore della Romagna, a Faenza, da una start up omonima, la TellyWine appunto. Al Vinitaly di quest’anno sul mercato digitale sarà così immessa la sua idea di diffusione della cultura della vigna Italia. TellyWine, infatti, è la prima web-app in grado di raccontare e promuovere i vini, non solo quelli d’annata ma anche etichette più storiche, con un archivio che arriva a superare le oltre 420.000 bottiglie prodotte ogni anno, agli appassionati. Il progetto, grazie a un pool di professionisti qualificati nel settore del vino, del management e del marketing, hanno lavorato quasi 15 persone in tutti questi ultimi sei anni, che hanno unito le loro competenze per strutturare un sistema intuitivo e che sfrutta la tecnologia dell’Intelligenza Artificiale, fornisce una miriade di informazioni sia per gli esperti assaggiatori e wine lover, sia per chi si approccia per la prima volta al mondo del vino italiano. Il tutto offrendo in tempo reale informazioni su ogni vino che vanno ben oltre quanto riportato per legge in etichetta. Di fatto TellyWine integra, in un’applicazione, tre concetti chiave per la comprensione e conoscenza dell’universo enoico italiano: completezza, immediatezza e facilità. Il tutto solo inquadrando con la propria fotocamera del telefono le etichette. Per capire cosa e perché questa “App è differente” rispetto a quelle già in circolazione abbiamo incontrato l’ideatore del progetto TellyWine, Ivano Valmori.

Valmori, nel 2025 avevamo bisogno di un’altra app sul vino?

«Direi di si. Senza ombra di dubbio. In primis perché TellyWine è molto differente, come approccio, come finalità e soprattutto come tecnologia e fruibilità, rispetto a quelle che oggi circolano e si possono scaricare sul proprio smartphone oggi. In secondo luogo perché nasce anche e soprattutto da una passione personale».

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In che cosa si differenzia quindi da ciò che già c’è?

«Beh per il fatto che non vende niente. L’idea che dal 2018, anno in cui abbiamo iniziato a pensare a questa applicazione, a oggi, data in cui riusciamo a immetterla sui principali canali di downloading, non è cambiata. Volevamo un aiuto e un supporto all’appassionato, al degustatore professionista e al neofita. Inoltre volevamo e abbiamo creato una possibilità più smart, veloce e intuitiva anche per la cantina per fare promozione e farsi conoscere attraverso un sistema quasi diretto tra le sue etichette e il consumatore. TellyWine risponde a una domanda che fin da subito mi sono fatto: cosa manca oggi a un consumatore di vini per ricordarsi di un’emozione e un’esperienza bevuta? A differenza di altri sistemi che prevedono l’adozione di Qr-Code, Tag Rfid, codici Ean, Tellywine interpreta le informazioni di legge già presenti sulle etichette di ogni vino di ogni cantina italiana e le struttura in un impianto grafico su schermo di facile lettura e comprensione. Ogni scheda riporta, per il vino, le informazioni su tipologia, età, vitigno, piramide qualitativa, zona di produzione, imbottigliatore e molto altro ancora».

Perché, quindi, avete deciso di non fare un’app di vendita ma più enoturistica e culturale?

«Perché è il vero valore della vitivinicoltura e del patrimonio enologico italiano. Quante volte in un’enoteca, in un locale o in qualsiasi altro luogo dove vendono vino abbiamo trovato bottiglie, di annate anche vecchie, che ci hanno incuriosito ma sulle quali è praticamente impossibile avere informazioni concrete, facili da consultare e chiare oltre a quelle scarne presenti in etichetta? Beh a noi tante volte. Per questo abbiamo iniziato a strutturare, anche grazie alle potenzialità espresse dall’intelligenza artificiale, un archivio che potremmo definire imponente… Una sorta di “botte grande” della memoria enoica… Ah proprio per fare una cosa unica nel suo genere i vini che si possono trovare sono solo quelli rigorosamente Made in Italy».

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Come mai solo italiani?

«Perché siamo il “vigneto-paese” più ampio, diversificato, complesso e sfaccettato del mondo. Volevamo e vogliamo promuovere questo. Non per campanilismo ma proprio per aiutare il mondo vitivinicolo italiano a poter continuare a emergere attraverso un racconto autentico e una narrazione approfondita ma chiara per tutti».

In estrema sintesi cosa dice e cosa fa TellyWine?

«Noi diamo voce ai disciplinari, quindi ai vini, e ai produttori, unici che sanno come nascono ed evolvono i loro vini. Partiamo dall’utilizzo dell’intelligenza artificiale che assieme alla realtà aumentata e al riconoscimento testi permette di avere informazioni a trecentosessanta gradi su quella determinata etichetta. I dati sono certi e di legge grazie all’utilizzo dei disciplinari, c’è una “voce” diretta dei produttori e quindi diventa strumento di marketing. L’Ai viene utilizzata per riconoscere e interpretare le etichette in base alla normativa il tutto traducendole, con un impianto grafico delle schede molto semplice e intuitivo, in tempo reale, in tutte le lingue del mondo. Inoltre tutte le informazioni fornite si basano su dati oggettivi e non su valutazioni dei visitatori o appassionati».

C’è anche un focus chiamiamolo di consapevolezza salutistica.

«Tra le varie informazioni riportiamo in ogni scheda una personalizzazione del calcolo alcolemia, cioè in relazione alle schede ministeriali, quanti bicchieri di quel determinato vino si possono bere, a stomaco pieno e a stomaco vuoto, se si è uomini o donne, per non superare i limiti consentiti. In aggiunta abbiamo riportato il grado e quindi il “peso” calorico apportato da quel vino il tutto comparato, per esempio, a quante gallette di riso corrispondono».

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Poi c’è l’aspetto più da marketing. Questo ambito cosa porta a TellyWine?

«È l’altro valore aggiunto. In questo modo si permette di dare voce direttamente ai produttori che sanno la storia del loro prodotto e che quindi possono, con informazioni mirate su caratteristiche, tipologie, dire qualcosa di più. Strumento di marketing che raccoglie informazioni in tempo reale e le fornisce, in modo anonimizzato ed aggregato, alle cantine partner del progetto. Se la cantina ha già sito, e-commerce, sistema di prenotazione esperienze enoturistiche, l’app valorizza tutto ciò che c’è e non sostituisce nulla. Cioè abbiamo voluto trasformare ogni bottiglia in un amplificatore delle attività già svolte dalla cantina stessa. Infine c’è l’info relativa alla localizzazione della cantina e del produttore che ti dice quanto dista da te in quel momento in cui hai preso in mano la bottiglia».

TellyWine ambasciatore del vino italico quindi?

«Assolutamente sì. Ogni bottiglia della cantina presente nel mondo, che sia nel proprio stock oppure dal distributore, in rete vendita, sugli scaffali dei supermercati, in enoteca, a casa del consumatore, nelle cantine del consumatore, presso i collezionisti, quindi ovunque, diventa ambasciatore della cantina e racconta la storia del vino».

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Quanto costa installare l’app?

«Nulla. Dal giorno del Vinitaly chiunque potrà scaricare sul proprio smartphone, sia che sia IOs sia Android, l’applicazione assolutamente e per sempre gratuitamente».

Diamo qualche numero…

La banca dati di TellyWine, in costante e continuo aggiornamento, parte da 530 Dop e Igp complete ciascuna del testo relativo al legame con l’ambiente geografico d’appartenenza. Tra queste ci sono le 77 Docg, le 33 Doc e e 119 Igp. I vini sfiorano le 50mila unità con schede contenenti anche i dati sull’affinamento e immissione al consumo arrivando anche a evidenziare per quasi 4mila di questi giorno, mese e anno. Le menzioni presnti sono 4.128 di cui 1957 Mega e Uga, comprese le Rive; 2.171 menzioni vigna di cui 1200 collegate alle aziende. Sono presenti 157 consorzi di tutela per 376 Dop e Igp e un elenco con i 12 organismi di controllo. Infine 933 sono i vitigni totali menzionali e non mancano glossario 811 voci, elenco di Enoteche pubbliche (circa una quarantina) e una sessantina di articoli su curiosità varie.