Rosati al passo con i tempi
La stagione dei vini rosati fermi sta per iniziare. Un fenomeno tutto italiano, perché in molte altre parti del mondo, a partire dalla Francia, questa tipologia di vino è consumata tutto l’anno, soprattutto all’ora dell’aperitivo. Nel Belpaese, invece, il rosa piace, ma soprattutto in estate. Una tendenza che le cantine cercando di scardinare e a ragion veduta: il vino rosato è indiscutibilmente quello che a tavola è più versatile in assoluto, capace di abbinarsi sia a piatti di pesce sia di carne, accontentando tutti i gusti dei commensali. Non solo, i rosati piacciono molto ai giovani anche grazie alla loro palette aromatica seducente e fresca, povera di tannini e facile da amare. Con la tendenza, ormai sempre più accentuata, di vini più freschi e meno impegnativi, il rosé entra nel suo periodo ideale e ci arriva in una fase stabile dopo anni di crescita interessante del prodotto con la Francia che da sempre ha dettato scuola in materia, tanto da essere ancora oggi il primo Paese produttore (30% del totale), davanti a Spagna (21%), Stati Uniti e Italia (10% per entrambi).

Terra d’elezione è la meravigliosa Provenza, dove si producono i rosati più apprezzati del mondo. Qui, adagiato sulla costa di La Londe-les-Maures, di fronte alle isole mediterranee di Porquerolles, Port Cros e Le Levant, tra le brezze marine e i campi di lavanda, troviamo una delle Maison più di prestigio, ma forse ancora poco conosciuta in Italia: Château Galoupet, i cui rosati provenzali sono stati acclamati per tutto il XIX secolo, tanto da ottenere nel 1955 la classificazione Cru Classé Côtes de Provence, uno dei soli 18 della regione. La tenuta è stata acquisita da Moët Hennessy nel 2019, la prima tenuta rosé de Provence del suo portfolio e oggi è una realtà vinicola d’avanguardia che si estende su 77 ettari di boschi protetti e 69 ettari di vigneti.



L’obiettivo di Château Galoupet è creare espressioni elevate di un terroir d’eccezione, nel completo rispetto della natura e dell’ambiente, dalla terra al bicchiere. Per cinque anni, il team ha lavorato a stretto contatto con un gruppo di esperti per ripristinare un ecosistema raro e adattare le pratiche viticole per rispettare l’equilibrio naturale dei vigneti. La tenuta mira a diventare un punto di riferimento per la sostenibilità e la biodiversità all’interno del Gruppo LVMH. Così, nella primavera del 2022 Château Galoupet ha presentato i suoi primi vini in conversione biologica, simbolo di un impegno proattivo a rispettare il suo terroir adottando pratiche sostenibili come l’agroforestazione e le colture di copertura, che sostengono la biodiversità e favoriscono la presenza di insetti utili alle viti.
DALLA VIGNA ALLA BOTTIGLIA
La sostenibilità, se reale, deve coprire tutto il processo, packaging compreso. Così, il vino di punta Château Galoupet Cru Classé Rosé è presentato in una bottiglia di vetro ambrato realizzata con l’85% di vetro riciclato, mentre la seconda cuvée che ha visto la luce da poche settimane, G de Galoupet, è preservata in una delle bottiglie di vino più leggere sul mercato, con un peso di soli 300 grammi, che dimezza l’impronta di carbonio rispetto a una bottiglia di rosé standard. Non solo, perché da ogni bottiglia sono eliminati alluminio e plastica, per sigillarla viene utilizzata una “bandule” (contrazione di banda e capsula), mentre l’etichetta posteriore è interamente in carta. Questo formato innovativo riflette la volontà della tenuta di adottare una produzione sempre più responsabile e rispettosa dell’ambiente.

G DE GALOUPET 2024
Nuovo nato, dicevamo, e di grande stoffa. Frutto dell’assemblaggio di cinque vitigni – Grenache, Cinsault, Rolle, Syrah e Tibouren – nel calice si presenta con il classico colore provenzale rosa tenue, impreziosito da riflessi che virano sui toni della pesca. I profumi sono di frutta esotica e agrumi, che ben rispecchiano l’estate 2024 in Provenza, calda e soleggiata. Al sorso, ampio e setoso, tornano agrumi, frutta rossa, mango e un tocco di erbe aromatiche tessono una struttura ampia, persistente, che chiude con rimandi marini freschi e dissetanti. Come abbinarlo? G de Galoupet è come un tubino: estremamente versatile, si presta perfettamente sia ad accompagnare piatti gourmet sia a essere servito in momenti più informali come un aperitivo. Ma se volete sublimare l’esperienza provatelo con una tartare di salmone o con crostacei al gratin.













