Cosa associate al termine cibo? Un piatto della nostra tradizione, l’argomento principale quando ci si siede a tavola, una ricetta impeccabile pensata da uno chef stellato. È tutto questo e molto di più: è storia, nutrizione, sicurezza alimentare, produzione, economia e comunicazione. È materia vera. Ed è proprio a questa verità che Pitti Taste dedica la sua diciannovesima edizione, in programma a Fortezza da Basso a Firenze, dal 7 al 9 febbraio 2026. Il tema scelto è proprio TRUE, parola chiave che richiama autenticità, trasparenza e sostanza: perché il gusto non si ferma al palato, ma arriva fino alle radici del prodotto, alla filiera, all’identità.

Una “settimana della moda del gusto”

Se fino a qualche anno fa Pitti Taste era semplicemente un salone del food, oggi – dall’arrivo nel 2022 nello spazio della Fortezza da Basso – ha acquisito un’allure che assomiglia più a quella delle grandi settimane della moda: buyer internazionali, numeri in crescita, un’ampia copertura mediatica e un impatto sulla città. Firenze si trasforma per qualche giorno in capitale del gusto contemporaneo: non solo espositori e degustazioni, ma talk, masterclass e il “Fuori di Taste” (collaterale alla manifestazione) che coinvolge locali, ristoranti, bar cittadini e pubblico appassionato.

È un invito ad abitare la città, ad attraversarla con il gusto, con l’olfatto (poi scopriremo perché) e con la mente. Tra ambizioni e nuovi appuntamenti, svelati in anteprima alla conferenza stampa di Milano il 5 novembre, siamo sicuri che quello che vedremo a Firenze è più uno statement culturale che una semplice fiera gastronomica. E anche la location, se pur sempre la stessa, cambia volto.

Una disposizione degli spazi più funzionale

La disposizione degli spazi è stata ridefinita: l’ingresso principale sarà da Porta Santa Maria Novella, mentre il Padiglione delle Ghiaia diventa il cuore pulsante della manifestazione. Questo non è un semplice cambiamento logistico: è un chiaro segnale che Pitti Taste vuole trasformare il food in spettacolo, in esperienza immersiva, in un racconto visivo. Si troverà, infatti, subito un’installazione fotografica, firmata da Maison Racine e Francesca Sart. Sotto l’obiettivo uova, frutti di mare, cereali e formaggi nella loro accezione più autentica, imperfetti ma pronti da essere assaggiati: nella loro verità (tema di quest’anno e che ricorrerà in tutta la manifestazione) sono fotografati come opere d’arte, illuminati con la stessa cura con cui si allestirebbe una mostra di design o un servizio di moda.

L’allestimento funge da prologo sensoriale della fiera, un invito a guardare ogni prodotto come soggetto, simbolo e icona. La poetica rimanda direttamente a Irving Penn e William Eggleston, dove la materia prima diventa non solo ingrediente, ma storia, territorio e arte visiva. Nomi internazionali, come la natura di PITTI TASTE.

L’internazionalità e il ruolo del made in Italy

Sì, perché Pitti Taste non è più solo una fiera italiana: è una piattaforma globale. Con il supporto di Agenzia ICE e del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, oltre il 24% dei buyer sono internazionali, provenienti dai mercati emergenti e dai grandi hub del gusto mondiale. L’evento diventa così non solo vetrina, ma laboratorio di scambio culturale, dove il “made in Italy del gusto” si confronta con le tendenze globali, dall’innovazione tecnologica nell’alimentazione sostenibile alle nuove estetiche del food design.

TRUE FOOD: tra filosofia e società

Il tema TRUE FOOD apre a riflessioni più profonde. Viviamo in un’epoca in cui il cibo è spesso mediato da narrazioni e marketing. Il cibo industriale, ultra-processato, pronto a sembrare autentico grazie a storytelling efficace e packaging accattivante, è ovunque. Pitti Taste invita invece a fermarsi, a osservare, a degustare con consapevolezza: qualità non significa solo gusto, ma etica e memoria culturale.

Per questo motivo, tra i talk più attesi c’è quello dedicato al TRUE vs FAKE FOOD, dove chef, produttori e studiosi di enogastronomia discutono non solo di filiere e ingredienti, ma anche di percezione del consumatore, di sostenibilità e di impatto sociale del cibo. In un certo senso, Pitti Taste diventa un momento di antropologia gastronomica, dove la cultura materiale del cibo si intreccia con i valori del nostro tempo. E non mancheranno riflessioni sul cambiamento climatico, sul turismo del pane e sui prodotti del mare, dai pesci dimenticati a quelli freschi e popolari che arrivano direttamente dal mercato ittico di Livorno.

Spazio come si accennava qualche paragrafo prima all’olfatto: perché di un piatto si apprezza prima il profumo e poi il sapore. Ecco perché la collaborazione tra chef e nasi porta a risultati inimmaginabili. In collaborazione con Mane, gruppo leader a livello internazionale nella creazione di fragranze.

L’anima viva del gusto condiviso

Coldiretti, Consorzio dell’Olio Toscano IGP e Unaprol tornano a Taste 2025 con una presenza rinnovata e amplificata. Nella maestosa cornice della Sala e del Corridoio dell’Arco, l’oro verde di Toscana diventa protagonista di un viaggio sensoriale guidato da esperti assaggiatori. Masterclass, degustazioni e training esperienziali invitano il pubblico a scoprire le sfumature più intime dell’olio, imparando a riconoscerne qualità e autenticità.
Non mancherà, sabato 7 febbraio, la sessione finale del corso professionale per il conseguimento dell’“Attestato di idoneità fisiologica all’assaggio degli oli di oliva vergini”, promosso da Unaprol con il supporto della Fondazione Evooschool. Una celebrazione della conoscenza e del saper fare, tra showcooking e incontri che rendono omaggio al mestiere antico e vivo dell’olivicoltore.

L’identità nel bicchiere

Per la seconda volta, il Consorzio di tutela e promozione della Birra Italiana da filiera agricola approda a Taste portando con sé la sua missione: valorizzare le materie prime nostrane – cereali, luppolo, biodiversità – e raccontare l’anima agricola della birra italiana. In Fortezza, quattordici produttori e una coraggiosa produttrice di luppolo offrono una narrazione a più voci di un settore in fermento, dove l’artigianalità incontra la terra. Presenza discreta ma imprescindibile, Fonte Plose si conferma sponsor tecnico della manifestazione. La sua acqua, leggera e pura come un soffio d’alta quota, accompagna ogni assaggio, ogni sorso, come una pausa limpida fra le mille intensità del gusto.

Sul ring col gastronauta Davide Paolini e poi un tuffo in Versilia

Sull’Unicredit Taste Arena, Davide Paolini, l’instancabile “gastronauta”, accende i riflettori sui protagonisti del mondo del food con i suoi celebri Ring:

  • Dalla panetteria alla bakery
    Sul Ring si danno appuntamento i maggiori esperti di panificazione per fare il punto sulla grande trasformazione del mondo del pane, in passato sempre ancorato alle tradizioni.
  • Dalla cucina al prodotto: una nuova sfida tra chef stellari
    Un’occasione per vedere riuniti alcuni dei nomi più importanti della ristorazione italiana e ascoltare la loro esperienza di produttori.
  • Il boom del panettone. Ma fuori stagione
    Ferragosto con il panettone: perché no? Sul Ring si discute dell’ultima (e provocatoria) tendenza gourmet: il più iconico dolce delle feste natalizie proposto tutto l’anno in versione estiva.

All’interno del Padiglione delle Ghiaie, torna anche quest’anno lo spazio firmato Filippo – Ristorante a Pietrasanta, un’oasi di convivialità curata da Filippo Di Bartola. Il suo progetto interpreta il punto ristoro come un bancone di gastronomia moderna, dove la cucina si fa spettacolo e gesto d’amore. Qui piatti iconici e creazioni d’autore prendono vita sotto gli occhi degli ospiti, in un dialogo continuo tra tradizione e contemporaneità.

Il Taste Tour: un viaggio sensoriale tra salato e dolce

Il percorso del Taste Tour si apre al Piano Attico del Padiglione Centrale, dove dominano le suggestioni del salato: pani fragranti, salumi dal profilo nobile, formaggi che raccontano pascoli e stagioni. Poi la discesa, al Piano Terra, fino al Padiglione Cavaniglia: qui il gusto muta registro, lasciando spazio a trionfi di dolcezza. Fra i due poli, una zona di equilibrio e meraviglia: l’area dove il dolce e il salato si abbracciano, pensata per i momenti di piacere assoluto, le colazioni lente, i break di mezza giornata, gli intermezzi che nutrono anche lo spirito.

Taste Spirits: il regno dei distillati d’autore

Sempre al Cavaniglia, Taste Spirits si consolida come la sezione più intrigante del salone: oltre trenta etichette tra gin, vermut, amari e distillati raccontano un’Italia fatta di piccole imprese monoprodotto, di alambicchi e botaniche, di sperimentatori visionari. Sono gemme liquide, nate da passione pura, in cui la tradizione incontra la curiosità del futuro. Perché finalmente – si afferma a gran voce durante la conferenza stampa – abbiamo compreso che anche nel nostro Paese abbiamo materie prime di alta qualità per produrre i nostri distillati, senza bisogno di importazione.

Taste Shop online: il mercato diffuso del gusto

Come nella scorsa edizione, il Taste Shop vive anche in digitale: il biglietto d’ingresso apre infatti le porte a un mondo di sapori da acquistare online, grazie a un codice sconto del 20% valido sui canali digitali degli espositori aderenti. Un modo per portare a casa, o ritrovare dopo l’evento, le scoperte più preziose del salone. Gli stand e le pagine Pitti Connect segnalano le aziende coinvolte, in un percorso che unisce l’esperienza reale al piacere della continuità.

I Vini eroici da Terre Estreme: quando la vite sfida la natura

Torna, dopo il successo del debutto, la sezione dedicata ai Vini Eroici, curata da Alvaro De Anna: un omaggio alla viticoltura che resiste e si esalta nei luoghi più improbabili. Vini nati sui fianchi dei vulcani, in alta quota, su terrazze che si affacciano sul mare, tra le sabbie del deserto o sotto la neve. Alcuni vendemmiati a Capodanno, altri affinati sotto l’acqua. È un viaggio nelle pieghe più coraggiose del vino italiano, tra vitigni dimenticati e climi estremi, dove ogni bottiglia diventa racconto e ogni sorso, una piccola epopea.

Debutti, trend e anticipazioni

Quest’anno oltre 100 nuovi produttori fanno il loro debutto, portando innovazioni sorprendenti: formaggi affinati con tecniche sperimentali, cioccolati con materie prime rare, fermentati e lievitati capaci di raccontare territori dimenticati. Molti prodotti nascono dall’incontro tra tradizione e ricerca scientifica, tra memoria storica e sostenibilità contemporanea. Pitti Taste diventa così una lente attraverso cui osservare l’evoluzione del gusto e i futuri standard della gastronomia globale.

Pitti Taste 2026 sarà un manifesto del gusto contemporaneo. La celebrazione di un’Italia che sa innovare senza tradire la propria storia, che racconta i territori attraverso i prodotti, che mette al centro il valore dell’autenticità. Firenze, con la sua bellezza senza tempo, diventerà per una settimana la capitale della “moda del gusto”: non solo da vedere o assaggiare, ma da vivere, capire e celebrare. E noi sicuramente ci saremo!