Sulla sabbia o sulle rocce, su palafitte o su terrazze di splendide ville d’epoca: l’importante è che ci sia la vista mare, o meglio ancora, se il locale è Pied dans l’eau. Relax, natura e buon cibo: mangiare all’aperto, ascoltando il rasserenante rifrangersi delle onde sulla battigia, con la brezza marina che porta il profumo dell’estate, è il desiderio primario di chi sogna una vacanza. E in Italia sono moltissimi gli indirizzi dove poter farlo avverare. Ve ne consigliamo diciotto, dalla Liguria alla Sardegna, tra classici, novità, nuovi chef e tanti piatti da scoprire.

DaV Mare, Portofino

L’unione di un luogo magnifico: lo Splendido Mare, A Belmond Hotel, nella mitica piazzetta di Portofino, e la grande cucina della famiglia Cerea, tre stelle Michelin nel loro ristorante Da Vittorio a Brusaporto (BG). DaV Mare, aperto dal 2021, è uno dei luoghi di ritrovo più amati a Portofino, ideale per pranzi conviviali e cene romantiche di fronte al porticciolo, dove assaggiare i piatti dell’ executive chef Riccardo Valore, che catturano tutte le fragranze del mare, dalle acciughe di Monterosso ai gamberi di Santa Margherita, frutti di mare, pesce freschissimo e anche sapori della tradizione regionale come il Cappon magro rivisitato in chiave creativa (ribattezzato Cappongrasso); il pesto, che non può mancare ma viene servito nel risotto con gamberi di Santa Margherita Ligure. E naturalmente ci sono anche piatti di successo del ristorante di Brusaporto, primo tra tutti il più celebre, i Paccheri alla Vittorio mantecati direttamente al tavolo, davanti agli ospiti.

Langosteria Paraggi, Santa Margherita Ligure

Langosteria, ristorante fine dining presente a Milano con quattro locali, ma anche a Parigi e a Saint Moritz, nella bella stagione diventa un ristorante pieds dans l’eau nella splendida baia di Paraggi, all’interno dei Bagni Fiore, il beach club che non è solo una struttura balneare ma una destinazione frequentata anche da celebrities. In stile vintage ma attuale allo stesso tempo, dopo dieci stagioni Langosteria Paraggi è ormai diventata un’icona della ristorazione della Riviera Ligure, con una proposta gastronomica curata dagli executive chef Antonio D’Ambrosio e Alfredo Dentice che esalta il pesce in tutte le sue sfumature. Oltre ai piatti signature, come il Plateau Royal, le Orecchiette con frutti di mare e crema di fave e il Gaspacho di datterino giallo, ci sono le proposte del giorno, dalla Catalana al vapore, alla brace o al forno, i Crudi, il Baccalà alla livornese, la Calamarata con aragosta.

Ortica, Pieve Ligure (Genova)

Situato sulle alture di Pieve Ligure, a Tenuta Golfo Paradiso, con una vista che spazia fino alla Francia, il ristorante Ortica ha come protagonisti il fuoco e la carne: il cuore del locale è infatti è un’imponente griglia, lo strumento principale della cucina agricola dello chef Marco Isola, che propone piatti dell’entroterra pur sconfinando in proposte legate al mare, che dal locale si ammira a perdita d’occhio. Altra protagonista della tavola è la condivisione, degli antipasti e di carne o pescato del giorno da cucinare alla griglia. Molti i piatti da provare: la Battuta di Cabannina, con cipolla arrosto, tuorlo d’uovo affumicato alla brace e prescinsêua (formaggio ligure), la Tagliatella Ortica, la Linguina con totanetti ai carboni e piselli, mantecata in una crema di legumi primaverili e molluschi insaporiti alla brace. Per gli appassionati del barbecue, Ombrina con verdure, Carpaccio di ombrina con olio al fumo o Mazzancolle alla brace con lattuga romana e salsa al pistacchio. Il menù è alla carta ma ci sono anche due percorsi degustazione: Cucina agricola nell’orto, focalizzato sull’entroterra, con carne e verdure, e Dalla padella alla brace, con il meglio degli ingredienti del mare.

The Ruftop, Europa Palace, Sanremo

È la terrazza esclusiva situata al sesto piano dell’hotel 5 stelle Europa Palace, con vista sul Mar Ligure e sulle luci del Casinò di Sanremo. Tra ulivi secolari e altalene sospese, il rooftop accoglie ospiti interni ed esterni in un’atmosfera scenografica, ideale per un aperitivo vista mare o una cena al tramonto. La proposta gastronomica è firmata dallo chef Alessandro Schiavon, che reinterpreta sapori e tradizioni liguri, ma è aperto a ispirazioni orientali e influenze internazionali. In abbinamento alla sua cucina, una selezione di signature cocktail, liquori e distillati. Durante l’estate il rooftop ospita anche sessioni di Morning Yoga (ogni sabato) e cene a quattro mani con lo chef Davide Oldani.

Santa Caterina, Amalfi

Ad Amalfi Il Santa Caterina, emblema dell’ospitalità in costiera, è l’unico hotel 5 stelle a picco sul mare. Sorto come villa in stile Liberty, è circondato da giardini secolari,orti, limonaie e aranceti. Un ambiente davvero romantico, frequentato negli anni da star come Ingrid Bergman, Roberto Rossellini, Anna Magnani, Elizabeth Taylor e Richard Burton, che proprio qui iniziarono la loro relazione durante le riprese di Cleopatra, e poi Brad Pitt e Angelina Jolie, in questo luogo resero pubblica la loro relazione. Al Santa Caterina ci sono più locali dove mangiare: Il Ristorante al Mare, che celebra i sapori della Costiera con una cucina tradizionale, soprattutto di pesce; il ristorante gourmet Glicine, una Stella Michelin, guidato dallo chef Giuseppe Stanzione, il nuovo ristorante panoramico Senzafine, con Sushi Bar e una cucina di interpretazioni della tradizione mediterranea, e il Bar La Terrazza, un elegante salotto impreziosito dalle maioliche di Vietri, con una vista straordinaria, cocktail e golosità come la Lasagna tradizionale, le Crespoline amalfitane, le Bavette alle vongole veraci, il Pescato del giorno alla griglia.

Momento, Bordighera (Imperia)

Quasi al confine con la Francia si trova il nuovo ristorante degli chef Enrico Marmo e Jacopo Rosti, Momento, affacciato sul Lungomare Argentina. Il nome celebra la stagionalità e l’estro creativo degli chef, che realizzano una cucina essenziale dove gli ingredienti, soprattutto pesce e vegetali, determinano le proposte in carta sulla base dell’offerta del mercato. L’unico ingrediente costante è la semplicità, intesa come riportare nel piatto, senza troppi filtri, ciò che la natura offre. In carta, piccoli sfizi della tradizione ligure e piemontese, come Giardiniera di verdure con focaccia all’olio taggiasco, la Sardenaira, classico della cucina sanremese ma con un cuore liquido di pomodoro, Frittata di cipolle e trombette. Tra i piatti principali: Tagliolini aglio, olio, peperoncino con gamberi rossi di Sanremo, Seppie di Bordighera con le fave, Animella con salsa mugnaia, Gamberi di Oneglia crudi con limone e basilico e il Nasello di palamito in salsa ciuppìn e scarola alla brace. Da provare, i piatti signature degli chef: le Mezze maniche Mancini, polpo, pecorino e maggiorana e Scampi alla brace.

Il Marin, Genova

Un ambiente che evoca la Liguria in ogni aspetto, con una suggestiva veduta dalle vetrate, fino alla Lanterna. È Il Marin, una Stella Michelin al Porto Antico di Genova: l’ha conquistata Marco Visciola con la sua cucina identitaria, che si ritrova nei due menu degustazione: DNA ligure, dove le materie prime locali sono interpretate con un approccio contemporaneo, e Maree, un menu interamente dedicato al mare e al suo ecosistema. In DNA ligure, il pesce, i vegetali selvatici e coltivati e la carne sono protagonisti di ricette non necessariamente locali: il Nasello è servito con piselli e una salsa all’origano cubano e il coniglio con lumache alla marinara e una salsa di zuppa di pesce. In Maree, invece, pesce, molluschi e crostacei vengono valorizzati in ogni parte: per esempio, la pelle della rana pescatrice diventa la base per una salsa e le sue frattaglie danno vita a una finanziera di mare. Visciola utilizza anche il pesciugatore, un macchinario per la frollatura del pesce e per creare salumi di mare cotti e crudi. C’è anche un terzo percorso di degustazione con le migliori creazioni dello chef, come lo Spaghetto Martini cocktail e caviale, mantecato al tavolo con burro alle alghe.

Sol Y mar, Riccione

Da piccolo bar sulla spiaggia, nel 1994, a locale accogliente ed elegante, con una cucina che guarda lontano, alche oltre il territorio, fresca, contemporanea e dinamica. Un ristorante di famiglia, quella di Teo Pesaresi, della moglie Barbara e dei quattro figli, che si basa sulla grande cura e ricerca della materia prima, l’equilibrio dei sapori, le tecniche, curiosità e passione. In menù: Tagliatella di Seppia cbt allo scoglio, Gamberi alla greca, Fritto misto con verdurine croccanti, Spaghetti del pastificio Mancini alle ostriche mantecati al burro dolce e polvere di mela verde, Passatelli con branzino pescato, zucchine e zenzero.

Il Clandestino, Baia di Portonovo (Ancona)

Un luogo incontaminato e una palafitta appoggiata su uno scoglio: dietro, la macchia mediterranea del Parco del Conero, tra profumi intensi di lavanda e ginestre e il frinire assordante delle cicale, davanti, la spiaggia e una distesa di acqua turchese. Il Clandestino suscibar di Moreno Cedroni, chef patron del due stelle Michelin La Madonnina del Pescatore a Senigallia, è nato nel 2000, con un nome scelto non per fare il verso al sushi ma per raccontare alcuni crudi con ingredienti e ricette locali. La proposta è cambiata anno dopo anno attraverso menu a tema: dal Susci a colori al Susci Figlio dei fiori, dal Susci Movies al Susci Rosa. Questo è l’anno del Susci Vietnamita, ma in carta c’è anche un Susci Memories con i piatti migliori dei 26 anni di vita del Clandestino.

Concettina ai Tre Santi, Capri

Portare l’insegna del suo celebre locale nel Rione Sanità di Napoli anche sull’isola di Capri è il sogno realizzato di Ciro Oliva, che da tre anni apre la stagione in Via Madre Serafina, a due passi dalla Piazzetta. Un luogo che oltre a godere di un panorama mozzafiato custodisce il forno a legna più antico dell’isola, risalente al ‘500. I toni del locale sono quelli del Mediterraneo: ceramiche colorate, sedie in legno bianco, cuscini variopinti e la terrazza dominata dalle colonne dell’architettura caprese. Le pizze di Ciro Oliva omaggiano la tradizione: l’impasto è quello napoletano autentico, farina 00 e una lievitazione di 24 ore, e spaziano dalle classiche Marinara di latte, basilico, pepe e zest di limone, o la Pacchianella, con San Marzano, pomodorino del Piennolo del Vesuvio. Non mancano primi piatti che parlano del territorio come gli Spaghetti alla Nerano, le Candele alla genovese e lo Spaghetto al pomodoro, un must del Made in Italy. Da non perdere il Ripieno Estate 2026, un omaggio al raviolo caprese, con ricotta di pecora, maggiorana e, all’uscita, pomodoro rosso e giallo in crema e scaglie di cacioricotta.

Volta del Fuenti, Vietri sul Mare (Salerno)

All’interno di Giardini del Fuenti, sulla Costiera Amalfitana, il ristorante Volta del Fuenti accogliere gli ospiti nella sua sala sobria ed elegante, con grandi vetrate su un azzurro infinito. Qui lo chef Michele De Blasio racconta il territorio con leggerezza e concentrazione di gusto. I menu proposti sono tre: Riflessioni, Origini e Memorie. Nel percorso Riflessioni 2026 il tema centrale è la verticalità della costa con le sue diverse quote, tra mare, scogliera, battigia, orti terrazzati e montagna che diventano livelli di sapore. C’è la quota verde, con Gamberi, bernese al midollo e clorofille costiere, quella dei Monti Lattari, con la Provola alla pizzaiola, che in realtà sono due mezze sfere soffiate di una meringa di acqua di pomodoro ed estrazione di olivello spinoso, con mousse di provola e concentrazione di pomodoro. Per la quota Notte delle Lampare, ci sono gli Spaghetti al nero (che richiama l’abisso), con colatura di alici e limone; per la quota Fondali costieri, invece, Spigola, sedano e orzo. Il terzo percorso, Memorie, è un viaggio attraverso i sapori familiari e la reinterpretazione contemporanea dello chef: come Pasta e patate prima e dopo, dove il prima è il boccone della nonna, il dopo una pasta e patate alleggerita, ricoperta da un cappuccino di prezzemolo affumicato.

La Torre del Saracino, Vico Equense

Un’ambiente raffinato e accogliente all’interno di una fortificazione del Quattrocento affacciata sul mare e i piatti sorprendenti e armoniosi di Gennaro Esposito: come dice la Guida Michelin, di cui lo detiene due stelle, La Torre del Saracino merita davvero una deviazione. In un’atmosfera dove il tempo pare sospeso, la cucina diventa un racconto della memoria, dell’esperienza, di nuove idee. Ogni ricetta che esce da questo laboratorio creativo è strettamente legata al territorio, al rispetto delle stagioni e all’incontro quotidiano con pescatori e contadini che forniscono materie prime straordinarie. Una cucina identitaria, essenziale, profonda, che emoziona come il panorama che si ammira della sala, sul mare e sul Vesuvio. I piatti che stupiscono per gli abbinamenti inediti profumano di terra e di mare: da provare, la Lasagnetta di pesce con gazpacho mediterraneo, il Risotto limone, ricciola alla pizzaiola e aglio novello, gli Spaghettini alla colatura di alici, fegato di seppia e pistacchio, il Pescato del giorno. E per finire, non può mancare il Babà.

SaleBlu, Monopoli

All’interno del boutique hotel cinque stelle La Peschiera, affacciato sull’Adriatico, SaleBlu è il ristorante fine dining incastonato in una scogliera a filo d’acqua che si apre su una terrazza panoramica: un’esperienza pieds dans l’eau, dove il mare è anche punto di partenza della proposta gastronomica. La cucina dello chef Vincenzo Montanaro è essenzialmente di mare, e ogni piatto è una storia di equilibrio e armonia, che nasce dalle profondità del mare: pesce fresco del Mediterraneo, crostacei, molluschi, alghe e vegetazione marina abbinati a erbe costiere, agrumi e grani antichi. Tre i percorsi a tavola: Blu Profondo, un viaggio sotto la superficie del mare, con piatti come La Pasta mista con canocchie, agretti e cipolla rossa in agrodolce; La Costa, dove il mare non si vede ma si sente, raccontato in ricette come Pomodoro, acqua di mare, pane ai grani antichi e rucola, e Rotta mediterranea, dove si intrecciano percorsi, ingredienti, culture, contaminazioni, come nei piatti Ricciola marinata, lattuga di mare e beurre blanc o Risotto con alghe e ostriche Mamer. E infine c’è anche Fuori rotta, con due piatti da non perdere: il Plateau di mare e lo Spaghetto al riccio, caglio al timo e gambero rosso marinato allo yuzu.

Locanda Perbellini al Mare, Bovo Marina, Montallegro (Agrigento)

È il progetto speciale di Giancarlo Perbellini, chef tristellato di Casa Perbellini 12 apostoli a Verona, che ha voluto portare la sua cucina in Sicilia, trasformando una vecchia trattoria familiare affacciata sulla spiaggia di Bovo Marina nella raffinata Locanda Perbellini al Mare, un luogo in armonia con il paesaggio, realizzato in legno e vetro a pochi metri dalla battigia. La cucina è affidata a Giacomo Vella, che assieme a Perbellini firma menu stagionali dove ampio spazio è riservato al pesce fresco, anche se non mancano piatti di carne e proposte vegetariane. Tra le specialità, le Sarde in stile beccafic”, le Canocchie, il Fritto misto. C’è anche un menu degustazione da cinque portate ispirato ai prodotti locali o ai grandi classici italiani. Nella carta dei vini una particolare attenzione è riservata alla produzione siciliana, comprese le etichette di Luna Sicana, azienda vitivinicola di proprietà dei titolari del ristorante.

Signum, Salina

L’Hotel Signum è un luogo simbolo dell’isola di Salina, immerso in una selvaggia bellezza. Di proprietà della famiglia Caruso, oltre alle camere in tipico stile eoliano, tra le vivaci bouganville e il blu del mare, Signum offre anche la possibilità di provare l’omonimo ristorante stellato, capitanato dalla giovane chef Martina Caruso, che porta in tavola gli ingredienti di un territorio forte, vulcanico. Le terrazze, dalla vista spettacolare su Panarea e Stromboli, ospitano anche il mixology bar e il bistrot. Dai tesori dell’orto ai grani antichi, dall’olio extravergine al pescato locale alle migliori carni, in cucina ci sono tante eccellenze di Salina e della Sicilia. Martina Caruso è autrice d’una cucina semplice e ricercata che esalta la freschezza delle materie prime. Il menù, che varia di stagione in stagione, attinge al patrimonio agroalimentare dell’isola, da cui hanno origine piatti come il gelato al cappero di Salina o la bagna cauda con i ricci di mare crudi. Tre i percorsi: Sigillo, di mare e terra, con il signature dish Carpaccio di ricciola, garum di alici, olio alle erbe; Oltremare, solo a base di pesce, dove da non perdere c’è Triglia, zuppetta di mandorle, vongole, limone e bottarga, un’esplosione di mediterraneità. E infine il percorso Radici, un’esplosione di ortaggi, erbe e agrumi: imperdibile Il Bottone di ceci, rosmarino affumicato, foglie di capperi e acqua di pomodoro, un inno al territorio e all’estate.

Osteria di Chichibio, Polignano a Mare

Fuori ci sono il mare e la statua dedicata a Domenico Modugno, con le braccia protese nel suo blu dipinto di blu. E lì, nella piazza più iconica del paese, trent’anni fa è stata aperta l’Osteria di Chichibio, che prende il suo nome dal personaggio del Decameron di Giovanni Boccaccio. Un personaggio arguto che suggerisce quello spirito vivace, capace di coniugare competenza e leggerezza con il quale la famiglia Bianchi ha trasformato l’osteria in un punto di riferimento per la cucina di mare e anche in un luogo di ritrovo. Nel 2024 l’attività è stata rilevata da Vittoria Scagliusi e Massimiliano Di Lauro, con l’obiettivo di non snaturare l’osteria ma di proteggerne l’anima. Tutti i prodotti utilizzati sono locali, comprese le verdure, a km 0, con una sola eccezione per i ricci, provenienti dalla Bretagna. È il mare che decidere ogni giorno cosa ci sarà in tavola. Tra le proposte più rappresentative ci sono i crudi: calamaretti, gamberi rossi, polipetti di scoglio, ostriche, tartare e carpacci di pescato. Tra i piatti cotti, il signature dish è La Parmigiana di mare, rivisitazione creativa con ingredienti marini. Da provare, il Tubettino allo scorfano, il risotto agli scampi e i crostacei e la Spigola locale al forno con patate, pomodorini e olive. Il legame con il territorio si vede anche negli arredi: i punti luce sono vere e proprie opere d’arte realizzate da Peppino Campanella, artista locale e scultore del vetro, che ha il suo atelier a pochi metri di distanza.

Capogiro, Baja Sardinia

Il ristorante stellato Capogiro del 7Pines Resort Sardinia in Costa Smeralda ha riaperto la stagione riaffermandosi come una delle espressioni più autentiche e profondamente radicate in Sardegna. «La mia cucina è un gesto d’amore verso la terra e le persone che la vivono ogni giorno. Nasce da relazioni autentiche con piccoli agricoltori e artigiani che coltivano e trasformano con cura il loro territorio», spiega lo chef Pasquale D’Ambrosio. Nel percorso Le Nostre Storie, un racconto che parte dalla terra e dalle stagioni, ci sono i piatti: L’orto in fiore, un omaggio alle verdure e alle erbe che nascono negli orti del resort; Ho visto un gambero sott’acqua, con gambero viola, vongole, alghe e un brodo alla marinara, e un Raviolo che gioca tra profondità e affumicature, tra caviale al fumo, latticello e un’infusione di ostrica. Più identitario è il menu Sartoriale, con Scampo laccato al verde miele, servito con lattuga alla brace; Il Fusillone, glassato al limone nero con acqua di cozze e caviale di spirulina e il piatto Mare, che porta in tavola una pasta di farro immersa in un estratto di pescatora, arricchito da erbe e brina marina. Nella proposta à la carte, da provare è la celebre Pasta mischiata ai 12 pomodori, simbolo della cucina dello chef. Tra le novità più significative del 2026, il resort ha annunciato la nuova partnership con Bollinger, che introduce un’esperienza dedicata allo Champagne in due delle location più suggestive della struttura: il rooftop sopra il ristorante Capogiro, che si trasforma nella Bollinger Champagne Terrace affacciata sull’Arcipelago della Maddalena, e il Bollinger Champagne Pool Bar.

Brizza, Taormina Mare

Provare un’esperienza unica in riva al mare per sole 16 persone, dove i protagonisti sono i sapori del mare e della terra siciliana, da vivere a piedi nudi nella sabbia, vicino alle onde. Ci troviamo in uno degli hotel più romantici di Taormina, Villa Sant’Andrea, circondato da lussureggianti giardini subtropicali e aperto sul mare. La proposta è quella di Agostino D’Angelo, executive chef di Villa Sant’Andrea, responsabile del Ristorante Sant’Andrea, di Brace al Bar Sant’Andrea e di Brizza, ristorante pieds dans l’eau. La sua filosofia di cucina è basata sulla genuinità degli ingredienti autoctoni e sulla semplicità degli antichi sapori di Sicilia, ma non mancano pure influssi internazionali. Nel menu mare, il piatto Mosaico, a base di frutti di mare leggermente marinati con agrumi, e il Granchio, con tuorlo d’uovo, avocado, rucola e pompelmo rosa; in quello di terra, ancora Mosaico ma di manzo, vitello e agnello, con rucola, parmigiano e perle di aceto balsamico, e Tortello, pasta all’uovo con caciocavallo, tenerumi e pomodori confit.