Che differenza c’è tra curcuma, curcumina e curry?
Alzi la mano chi non hai mai sentito parlare di curcuma, curcumina e curry, tutte e tre si presentano sotto forma di polvere gialla più o meno intensa. Ma conosciamo la differenza?
Erroneamente potremmo pensare che siano tre spezie, ma in realtà l’unica “vera” spezia è la curcuma, infatti, la curcumina è il pigmento polifenolico responsabile del colore giallo-arancio dei rizomi della curcuma, mentre il curry è una miscela di spezie che spesso include anche la curcuma. Tutto ruota intorno alla curcumina, l’ingrediente attivo da cui derivano molte virtù della pianta della curcuma.
Curcuma e curcumina
Originaria dell’Asia meridionale la curcuma si è poi diffusa in tutto il mondo. Una spezia molto apprezzata non solo in cucina, ma anche per le sue proprietà fitoterapiche riconducibili al contenuto di curcumina.
Pasta con crema di broccoli, fonduta di Stelvio e cubetti di speck
La curcumina viene utilizzata come colorante nell’industria alimentare, come integratore per le sue numerose proprietà e come ingrediente cosmetico. Le vengono attribuite proprietà antinfiammatorie e antiossidanti che favoriscono la funzione digestiva. Gli integratori a base di estratto di curcuma vengono proposti come rimedi per supportare il benessere di ossa e articolazioni.

In Occidente troviamo principalmente la curcuma Madras, color giallo-arancio brillante e dal sapore intenso e con un contenuto di curcumina di circa il 3%. La curcuma Alleppey, coltivata nella zona meridionale del Kerala, ha un contenuto di curcumina di circa il 5%, un colore leggermente più scuro e un gusto più forte e terroso. La curcuma è una spezia dal forte carattere e va saputa dosare; infatti, se si eccede tende a evidenziare aromi terrosi e con un retrogusto amaro, ma nelle giuste dosi sprigiona un profumo e un sapore avvolgente quasi dolce. La curcuma si trova in moltissimi blend di spezie e con il suo sapore leggermente terroso, ma delicato può esaltare e trasformare qualsiasi piatto. Perfetta con riso, verdure, pollo, carne, pesce anche dessert.
Tutto il fascino dell’India racchiuso nel curry
Il curry, come abbiamo detto, è una miscela di spezie di origine indiana che si presenta come una polvere giallo-senape dal profumo fortemente aromatico.
Cojoni di Mulo
La sua composizione classica comprende: pepe nero, cumino, coriandolo, cannella, curcuma, chiodi di garofano, zenzero, noce moscata, fieno greco, peperoncino, zafferano e cardamomo. L’elenco degli ingredienti è molto lungo perché dipende dalla varietà e dalla quantità di spezie utilizzate.

Possiamo trovare il curry Madras, a base di curcuma, chiodi di garofano, peperoncino e coriandolo, color rosso acceso grazie alla prevalenza dei peperoncini, profumato e dal sapore più piccante. Peperoncini protagonisti anche nel curry Vindaloo, forse il più piccante tra tutti. Il Malabar, curcuma, senape, finocchio, sapore forte e tipicamente indiano; il curry del Bengala, a base di cumino, quello di Goa composto da semi interi da macinare a mano; e il Maharajah, dal sapore leggermente dolce e dal gusto particolarmente delicato. Il curry del Kerala, ricco nella sua composizione, richiama i sapori tipici della regione e si caratterizza per la presenza di scagliette di cocco tra i suoi ingredienti. Il curry Bollywood è un mix di spezie aromatico non troppo forte dove predominano le note di semi di coriandolo e zenzero. La sua caratteristica principale è che tra gli ingredienti non compare l’aglio il che rende questa miscela più apprezzata e digeribile.
Il fresco curry della Thailandia
In Thailandia le spezie essiccate del curry sono sostituite da ingredienti freschi, come zenzero, peperoncino, aglio, scalogno, coriandolo, lemongrass, galangal (pianta malesiana) e lime, che lavorati si trasformano in una pasta umida. Qui la distinzione avviene in base al colore, che va dal rosso, al giallo e al verde, a seconda del peperoncino utilizzato. Solitamente il curry verde è il più piccante mentre il rosso ha un sapore più dolciastro.
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Le spezie dorate in cucina
Tre sono i fondamentali modi per preparare dei piatti al curry: si prepara carne, pesce o verdure in umido e poi si unisce una salsa di curry in accompagnamento (di solito anche con riso in bianco), si fa un umido in cui il curry viene utilizzato da subito e cuoce insieme a tutti gli ingredienti oppure, terza ipotesi, si aggiunge all’ultimo momento.
Con la curcuma possiamo anche preparare il golden-milk, o latte d’oro, chiamato così per il suo aspetto dorato, conferitogli da questa spezia. Un’ antica ricetta ayurvedica a base di curcuma, pepe nero, cannella e latte, vegetale o vaccino, ricca di proprietà benefiche.
Bocconcini di pollo al Curry del Kerala
Ingredienti
Ca’ del Bosco Vintage Collection Brut R.S. 2010 Franciacorta Riserva Docg
- 600 g petto di pollo
- 150 g yogurt bianco naturale
- 2 cucchiai di Curry del Kerala
- 100 ml latte
- 60 g burro
- farina 00
- sale
Tagliare il petto di pollo a cubetti. Infarinare il petto di pollo e scuotere per eliminare l’eccesso. Far sciogliere il burro in una padella grande e mettere a cuocere il petto di pollo infarinato facendolo rosolare per qualche minuto a fuoco medio alto.
In una ciotola mescolare lo yogurt bianco naturale e il Curry del Kerala. Unire la crema, così ottenuta, nella padella insieme al pollo, aggiungendo anche il latte e un generoso pizzico di sale. Abbassare il fuoco, mescolare e lasciar cuocere il tutto dolcemente per circa 15 minuti fino a che il petto di pollo sarà completamente cotto e la salsa di curry e yogurt si sarà addensata. Servire il tutto con del riso pilaf.












