Caccia al Piano CaP Rosè 2024
Negli ultimi anni è innegabile che le bollicine siano diventate un richiamo per i consumatori. Non più legate a momenti celebrativi o di festa, vivono di luce propria, perfette per ogni momento. Nascono così molte etichette frutto di moda o semplicemente “per completare” linee aziendali. Ma ci sono famiglie che scrivono la storia delle bollicine, ne è un esempio la famiglia Ziliani, pionieri in Franciacorta e rivoluzionari a Bolgheri. «E se facessimo uno spumante alla maniera dei francesi?» … erano gli anni ’60 quando un giovane enologo di nome Franco Ziliani, in Franciacorta, fece questa proposta a Guido Berlucchi che accettò. La sfida ebbe inizio e, dopo alcune annate poco fortunate, nel 1961 furono sigillate tremila bottiglie di Pinot di Franciacorta…il resto è storia.

Tra la fine degli anni ’90 e il 2003 a Bolgheri, per volere della famiglia Ziliani, nasce l’azienda Caccia al Piano. Una terra di rossi, ma una famiglia che ha fatto la storia dello Spumante italiano non poteva non seguire il richiamo delle bollicine. Ecco che nel 2019 nasce CaP Rosé, una novità assoluta per il territorio di Bolgheri.
“Il desiderio di volerci confrontare anche all’interno di questo meraviglioso territorio con uno Spumante rappresentava per noi una sfida, ma soprattutto un sogno, lo stesso che animò mio padre più di 60 anni fa” spiega Paolo Ziliani alla guida di Caccia al Piano che, insieme ai fratelli Cristina e Arturo, porta avanti anche l’eredità di famiglia, l’azienda Berlucchi. L’edizione zero di CaP Rosé fu di sole 800 bottiglie, segue CaP Rosé 2020 Edizione F.Z. uscita nella primavera del 2022 dedicata a Franco Ziliani, scomparso a dicembre 2021.
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CaP Rosé non vuole essere solo uno spumante, ma un modo per cercare di cogliere l’essenza del territorio di Bolgheri attraverso vitigni che qui hanno trovato terreni perfetti per esprimersi al meglio.
CaP Rosé nasce dall’unione di Syrah e Merlot, in parti uguali, allevati in due cru di Caccia al Piano, San Biagio e Le Grottine. Il primo, il più importante e grande dell’azienda con i suoi 11 ettari di estensione, si trova nella frazione di Castiglioncello di Bolgheri a circa 180 metri di altitudine: qui il Syrah riesce a esprimere una spiccata aromaticità varietale e acidità, donando la sua tipica speziatura. Le Grottine, che ha un’estensione di 5 ettari e un orientamento Est-Ovest, è da sempre definita come “la casa” del Merlot dell’azienda: grazie alla presenza di terreni ricchi di limo, argilla e scheletro, conferisce note fruttate, fini ed eleganti, un’ottima struttura e volume al sorso.
Con gli anni la “tecnica” si è affinata riuscendo sapientemente a gestire le caratteristiche dei due vitigni, giungendo così alla sesta annata.

CaP Rosé 2024 50% Syrah e 50% Merlot. Il 2024 è stata un’annata che potremmo definire particolare, divisa in due da un punto di vista meteorologico. Ad un’estate calda e asciutta, in cui si sono registrate temperature massime sempre superiori ai 30° ed assenza di precipitazioni, si contrappongono una primavera ed un autunno freschi e piovosi. La vendemmia è iniziata con il Merlot nella terza decade di agosto. Ogni passaggio viene eseguito con estrema cura per portare nel calice la raffinatezza che contraddistingue questa tipologia. Le due varietà vengono vendemmiate a mano in piccole cassette da 15 Kg in epoche diverse al fine di raggiungere la maturazione fenolica desiderata. Per entrambe viene eseguita una pressatura estremamente soffice delle uve intere con una resa in mosto del solo 40% al fine di ottenere un succo ricco in aromi primari, con buona acidità e un adeguato corredo polifenolico, ma prestando la massima attenzione a non estrarre tannini che ne intaccherebbero eleganza e finezza. I mosti fermentano lentamente in serbatoi inox a bassa temperatura per circa 15 giorni. La fermentazione viene interrotta abbassando repentinamente la temperatura dei serbatoi per ottenere un vino con un residuo zuccherino di circa 24 grammi per litro (g/l). Un aspetto fondamentale in quanto, a differenza di gran parte degli spumanti, la rifermentazione in bottiglia avviene con i soli zuccheri dell’uva già presenti, senza bisogno di doverne aggiungere altri. In primavera avviene il Tiraggio, ovvero l’imbottigliamento, con l’aggiunta dei lieviti che trasformano lo zucchero residuo in alcool ed anidride carbonica. Affina per 12 mesi sui lieviti, successivamente si procede al Remuage e alla Sboccatura, che è avvenuta nella primavera 2026.
L'unica al mondo


Nel calice un rosa quarzo delicato, ma ben definito. Il bouquet si apre con le note di piccoli frutti rossi freschi, fragolina, ribes, marasca, cranberry, rosa canina e uva spina si fondono con quelli più decisi e intensi di polpa di fico d’India e pepe rosa. Il sorso regala soddisfazione; buona la struttura, sostenuta da una vibrante acidità, sul finale si percepisce una leggera e piacevole astringenza. Un Rosé di carattere che riesce ad armonizzare e coniugare la potenza del Merlot, tipico di Bolgheri, insieme all’eleganza e la speziatura del Syrah.
Costa circa 40,00 euro
Ma la cantina Caccia al Piano ha in serbo nuove sorprese. Dopo aver “perfezionato” il CaP Rosé ecco che si pensa già a una nuova bollicina, un Blanc de Blanc. Francesco Lippini, responsabile marketing dell’azienda, ci svela che in affinamento c’è un CaP de Blanc che avrà come protagonisti l’autoctono Vermentino e l’internazionale Chardonnay. Due vitigni che, come per il CaP Rosé, vogliono descrivere il terroir di Bolgheri attraverso un calice di bollicine. Quindi non ci resta che attendere…












