Le Forconate Toscana Rosso IGT 2022
Non tutti i confini dividono, alcuni, se li sappiamo ascoltare, raccontano storie di vita e di passione per la propria terra. Al confine tra Toscana e Umbria nella DOC Colli dell’Etruria Centrale troviamo Tenuta Le Forconate che racconta la storia della famiglia Barbanera. Tutto inizia nel 1938 con Altero Barbanera, detto Tìcche, che per primo a Cetona diede vita a un’attività agricola a carattere familiare.
In una degustazione milanese, all’ombra della Madonnina, l’azienda si è presentata con una degustazione che ha messo in luce la territorialità dei suoi vini. Andrea Bernardini, enologo e motore invisibile dell’azienda, ci ha portato in terre di confine che ci parlano di terreni solfurei e minerali.
Il compito di introdurre l’azienda è spettato a Sofia Barbanera «Sono qui con mia sorella Agnese e mio zio Paolo per raccontarvi quello che è Forconate per noi; un’azienda che è un po’ la storia della nostra famiglia.»

L’azienda portavoce del territorio
Tre ricette per il Barbecue Day
La storia della famiglia Barbanera da tempo è legata al mondo del vino, ma è solo nel 2008, con la terza generazione e l’acquisto dei primi vigneti nel Comune di Cetona, che comincia il cambiamento aziendale. Dobbiamo aspettare il 2017 per vedere l’azienda trasformarsi in quella che è adesso. Dai 7,5 ettari iniziali si è passati agli attuali 26,5 tra Cetona e San Casciano dei Bagni dove la visione enologica e la volontà di valorizzare il territorio acquisiscono una nuova identità.
Comincia, così, la ricerca enologica e la “scoperta” della DOC Colli dell’Etruria Centrale, un’areale ancora poco noto ma che nasconde un grande potenziale. Una zona conosciuta per le sue fonti termali, ben 42 sorgenti di acque sulfuree, e gli scavi archeologici etruschi e romani. Qui nel ‘500 c’era il confine tra Granducato di Toscana e Stato Pontificio e una stazione di posta in cui i cavalli venivano rifocillati con il fieno misurato secondo l’unità de ‘Le Forconate’. Un nome che non solo identifica l’azienda, ma anche il suo vino più rappresentativo.

Le Forconate un Cabernet etrusco
I vitigni scelti sono quelli classici Toscani: Vermentino, Malvasia, Sangiovese senza dimenticare gli internazionali come Merlot e Cabernet Franc. Proprio quest’ultimo è stato scelto per il loro vino più rappresentativo che porta il nome dell’azienda stessa: “Le Forconate”. «Questo vitigno ha una spalla acida molto più importante rispetto ad altri e mi permette di esprimere meglio quella che è la mia filosofia enologica. È stata la prima base che ho vinificato e siccome credo nelle storie – spiega Andrea Bernardini– ho pensato che fosse un segno. Inoltre, lo stile enologico dell’azienda punta sulla freschezza e sulla longevità dei suoi vini. Ogni etichetta parla del territorio di confine su cui cresce, e il Cabernet Franc ha un ruolo di protagonista. Nonostante sia un vitigno poco diffuso nell’areale, noi ci crediamo fermamente, in virtù della grande personalità ed eleganza che dimostra. A me piace definirlo come un “Cabernet Etrusco”».
Fattoria di Petrognano Orci 2019 Sangiovese Toscana IGT

Le Forconate Toscana Rosso IGT 2022 rappresenta la più alta espressione enologica dell’azienda. Un Cabernet Franc in purezza che nasce da un singolo vigneto, il più vocato della proprietà, da un “cru” capace di tradurre il varietale e le potenzialità dell’areale con personalità e longevità. Il 30% delle uve fa criomacerazione prima della fermentazione alcolica in acciaio inox a temperatura controllata, segue una macerazione sulle bucce 8–12 giorni con rimontaggi e délestage. L’affinamento avviene in barriques di 1° e 2° passaggio per circa 24 mesi. Il 2022 è stata un’annata calda e questo è il primo millesimo ufficiale che si presenta al pubblico. Il calice, dal rosso granato luminoso con ancora sprizzi rubino, regala profumi che parlano di territorio tra graffite, accenni solfurei e un tocco balsamico ed ematico. Non mancano i piccoli frutti neri, acai, prugnolo, carruba, ribes e gelso nero, con accenni dolci e un tocco floreale. Il sorso richiama la precisione stilistica, ogni tassello sensoriale si incastra perfettamente come in un puzzle. Un tocco di morbidezza si fonde con il tannino dolce e ben centrato, il tutto ravvivato da freschezza e mineralità.
Solo 3.000 bottiglie prodotte, tutte numerate e il costo per il millesimo 2022 è di circa 170 euro

Oltre a presentare le nuove annate dell’azienda questa presentazione a Milano è stata l’occasione per annunciare la partnership con Italian Wine Brands, il più grande gruppo vinicolo privato italiano quotato in borsa. «Il nostro desiderio è diventare ambasciatori del territorio e dare lustro alla DOC Colli dell’Etruria Centrale – afferma Sofia Barbanera–. Per tale motivo abbiamo scelto una distribuzione di primo livello, grazie alla partnership con Italian Wine Brands, che metterà a disposizione la sua forza commerciale, di marketing e logistica acquistando e distribuendo tutti i vini della tenuta.». Una dinamica che ha permesso ai grandi Château di dedicarsi esclusivamente all’eccellenza produttiva, assicurando loro la vendita e la gestione commerciale di tutti i vini prodotti.












