L’arte è, da sempre, nel dna di Ca’ del Bosco, la cantina franciacortina guidata da Maurizio Zanella, filantropo nell’anima, che prima di tutti ha consolidato questo legame, sia a livello italiano sia mondiale. Sin dagli anni Settanta, infatti, Zanella ha capito il profondo legame fra il vino e l’immaginazione artistica, entrambi un risultato di un’unione magica fra la natura, il pensiero, l’anima e i sensi. Questa connessione si percepisce già all’entrata della tenuta con il Cancello Solare, l’opera commissionata ad Arnaldo Pomodoro nel 1985 e posizionata nel 1993, una struttura circolare di 5 metri di diametro che si apre in due semicerchi di 25 quintali di bronzo ciascuno. Ma questa è soltanto la porta di accesso in un mondo che, da quando furono piantati i primi vigneti nel 1968, è stato costruito come un avamposto del rinascimento enologico italiano in cui trova posto una delle più moderne e tecnologiche cantine italiane, oltre a una Galleria d’Arte diffusa che dialoga, all’interno e all’esterno, con opere di assoluta importanza.

Questa relazione con l’arte e il vino si consolida ancora di più nel 2023, con la nascita del Premio Scultura, un progetto riservato alle grandi sculture da esterni realizzate da artisti italiani under 40 e fortemente voluto dal presidente Maurizio Zanella. Tale riconoscimento è nato con un doppio intento. Il primo è rafforzare e rendere indelebile il forte legame che esiste fra l’arte e Ca’ del Bosco. Il secondo deriva dalla volontà di rendere istituzionale il forte rapporto già esistente con un’azione di mecenatismo in grado di rafforzarlo con le infinite capacità e possibilità immaginative della nuova generazione artistica.

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Vincitore del Premio Scultura

La vincitrice di questa prima edizione è Irene Coppola, con l’opera Handandland, una traccia poetica in neon soffiato sui gradoni esterni dell’area di produzione della cantina, destinata alla lavorazione delle uve dove le spirali, da cui emergono le parole “hand and land”, si rifanno alla struttura del viticcio tipico delle piante rampicanti come la vite, ovvero l’estensione tattile che le permette di sostenersi e crescere più in là del fusto.

Con questa vittoria Irene Coppola, nata nel 1991 a Palermo, si aggiudica un premio in denaro di 30 mila euro lordi a titolo di riconoscimento del merito personale oltre a una somma destinata alle spese per la realizzazione effettiva dell’opera che sarà collocata presso il parco sculture di Ca’ del Bosco, entrando così di diritto nella collezione d’arte della cantina. Il podio si completa con le scultrici Giulia Cenci con l’opera Crescita Secondaria e Benni Bosetto con Perle: un successo tutto al femminile.

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Maurizio Zanella, presidente di Ca’ del Bosco dichiara: «Ca’ del Bosco significa innanzitutto ascoltare la natura e dare alle sue variabili forme la possibilità di esprimersi attraverso l’aiuto dell’uomo che si fa custode di un territorio straordinario coltivandolo, ma non consumandolo. Irene Coppola ha saputo interpretare i valori di Ca’ del Bosco, fornendo una visione molto moderna e inedita del tralcio di vite. Il supporto di Venetian Heritage e, in particolare, del suo direttore Toto Bergamo nell’individuazione di una giuria di qualità che, a sua volta, sapesse interpretare il sogno di Ca’ del Bosco ha favorito la perfetta riuscita del progetto. Il motto di Venetian Heritage è “Restoring the past, building the future”, un concetto che non è molto diverso dall’equilibrio fra la tradizione e l’innovazione che, da sempre, guida la rinascita della nostra cultura del vino e che Irene Coppola ha voluto e saputo far suo».

vincitrice premio scultura ca' del bosco
Maurizio Zanella, Irene Coppola, Toto Bergamo Rossi

Toto Bergamo Rossi, direttore di Fondazione Venetian Heritage dichiara: «È un onore per me e per la Fondazione che rappresento avere contribuito al successo della prima edizione del Premio Scultura Ca’ del Bosco. Venetian Heritage si occupa di preservare, restaurare e promuovere l’immenso patrimonio culturale veneziano che necessita costantemente di cure e attenzioni. Attenzioni che vanno rivolte anche a chi si affaccia all’arte contemporanea nel nostro paese. Questa partnership con Ca’ del Bosco è atta a promuovere i giovani talenti dando loro visibilità e riconoscendo il loro operato».

A proposito di Irene Coppola

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Nata nel 1991 a Palermo, l’artista indaga lo spazio liminale tra natura e cultura e il display come dispositivo politico attraverso diversi media che vanno dalla scultura, al video, all’installazione ambientale. Partecipa a residenze artistiche in Italia e all’estero, tra cui: AndAndAnd per Documenta13, PACA_Proyectos Artisticos Casa Antonino (Spagna), Dolomiti Contemporanee, La Wayaka Current (Panama/Cile). Nel 2019 vince la VI edizione dell’Italian Council e nel 2021 pubblica Habitat 08°N edito da Viaindustriae. Vince Cantica21, premio sostenuto dal MiC e dal MAECI, con un’opera inedita destinata alla collezione permanente del Museo RISO di Palermo. Nel 2022, su invito dell’Istituto Italiano di Cultura a Dakar, realizza una nuova installazione come progetto collaterale della biennale di Dak’Art. Nel 2023 è fellow artist della Fondazione Studio Rizoma a Palermo e nel 2024 porta avanti la sua ricerca in Cile con il supporto della XII edizione dell’Italian Council. Tra le mostre personali e collettive ha esposto presso: IIC di Dakar, FPAC, PAV, Palazzo Strozzi, Palazzo Re Rebaudengo, Cercle Cité, Palais De Tokyo.