Le alghe primordiali
Le alghe sono le prime piante comparse sulla Terra oltre tre miliardi e mezzo di anni fa. Questi organismi pluricellulari sono importanti produttori primari degli ambienti acquatici, ma alcune sono utili all’uomo per diversi scopi.
Vengono classificate secondo il tipo di clorofilla e i pigmenti accessori presenti, che gli permettono di vivere a diverse profondità, a una differente presenza di luce. Le principali sono tre: le alghe rosse (o rodofite); le alghe brune (o feofite); le alghe verdi (o clorofite).

Da migliaia di anni le antiche civiltà hanno usato queste piante come nutrimento. Ne sono testimonianza i documenti cinesi del 3000 a.C. dove si dice che l’imperatore Shennung usava le alghe marine sia come medicinali sia come cibo. I coreani commerciavano alghe fucus, agar e nori, mentre i giapponesi ne fanno uso fin dall’antichità.
Le alghe si riproducono velocemente e sono i produttori primari nelle catene alimentari acquatiche; quelle planctoniche sono fondamentali, in quanto producono la maggior parte dell’ossigeno molecolare nell’atmosfera terrestre.
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I benefici delle alghe
I benefici delle alghe sono infiniti, si trovano lungo le coste di tutto il mondo. Possono essere utilizzate sia per la cosmesi sia come integratori alimentari, medicinali, per l’alimentazione e come fertilizzanti.
Costituiscono un’importante risorsa naturale ancora poco utilizzata: curioso è notare che la loro presenza supera di gran lunga la mole della vegetazione emersa terrestre e sono facili da coltivare. Le alghe commestibili hanno proprietà antiossidanti e depurative; ricche di vitamine, sali minerali e di omega 3. Sono fonte di iodio, rame, calcio, potassio e sembrano essere utili a ridurre la pressione.
Le alghe azzurre, presentano sfumature verdi-azzurrognole e la più nota è la spirulina, che grazie alle vitamine presenti, fa bene alla vista, al sistema nervoso, al cuore e remineralizza le ossa. Si tratta di un’alga utile per il sistema immunitario, antiossidante e immunostimolante. Contiene molte vitamine, tra cui quelle dei gruppi A e B, il betacarotene, la vitamina D, la vitamina K e la vitamina E. Se in polvere può essere aggiunta alle più svariate preparazioni in cucina, anche nello yogurt per la colazione.


Il blu delle alghe
La nocciola piemontese
Affascinanti e di grande impatto sono l’unicorn milk e il mermaid toast, per il particolare colore. Il segreto è il blue majik, un derivato dell’alga spirulina, che oltre a essere un superfood regala un bellissimo colore blu. Ricco di proprietà e nutrienti: vitamine come la B12, minerali ed enzimi è un ottimo antiossidante, anti-infiammatorio, perfetto per la salute della pelle e del cervello.
Le alghe in cucina
Le alghe marine sono molto utilizzate nella cultura orientale, meno in quella occidentale, e protagoniste nella cucina macrobiotica. Sono perfette per valorizzare il gusto di determinati alimenti e creare alchimie tra gusti e sapori. Sono leggere, ma con note organolettiche ben precise.



Le più conosciute sono le alghe nori, ricche di vitamina C, utilizzate per gli hosomaki, ma anche in moltissime preparazioni che compongono il tradizionale bento giapponese, quello che da noi sarebbe il pranzo al sacco. Una tradizione particolarmente radicata che vede un alternarsi di manicaretti, tra cui gli onigiri, delle polpettine di riso a forma triangolare, cilindrica o sferica, farcite con vari ripieni e decorate con striscioline di alga nori. Ma sono anche utilizzate per i temaki di salmone, una gustosa preparazione di sushi a forma di cornetto, senza scordare il classico Uuramaki che, a differenza degli hosomaki, l’alga si trova all’interno e non all’esterno, tra uno strato di riso e il ripieno scelto.
Le alghe kombu, appartenenti alla famiglia delle alghe brune, ricche di iodio, possono essere utilizzate per preparare brodi vegetali, pasta, riso e verdure.
Io ce l'ho più lungo... l'affinamento
Nella cucina giapponese fondamentali solo le alghe wakame, delle alghe da insalata, indispensabili per preparare il goma wakame, la classica insalata di alghe con il sesamo. Il goma wakame viene servito come contorno per vari piatti giapponesi, come guarnizione per il pokè e per dare un tocco in più ad un semplice insalata.
Ma ci sono anche le hijiki, le arame, le dulse, dal sapore meno intenso e leggermente piccante. Le alghe hanno un caratteristico profumo di mare. Possono essere facilmente utilizzate per dare un tocco particolare alle pietanze tradizionali, come pasta, zuppe e legumi, ma anche nelle insalate.
Spesso le alghe marine si trovano essiccate, quindi, prima di utilizzarle, devono essere reidratate. Possono essere usate per insaporire e aromatizzare le pietanze in sostituzione del sale.

Spaghetti al profumo di mare
Paradise
Ingredienti
360 gr di spaghetti
1 cucchiaio di alghe secche wakame
65 gr di tonno al naturale
2 cucchiai di capperi
2 limoni
1 spicchio di aglio
1 pizzico di peperoncino
Lessare gli spaghetti in abbondante acqua salata. Far rinvenire le alghe secche wakame in acqua tiepida per 5 min finché non risultano morbide, strizzarle e tagliarle in modo grossolano. Nel frattempo, soffriggere lo spicchio d’aglio tagliato finemente in una padella con un filo di olio fino a quando sarà leggermente dorato. Aggiungere i capperi, il peperoncino, il tonno, precedentemente scolato, e le alghe wakame e lasciar insaporire un paio di minuti.
Tenere da parte un po’ di acqua di cottura, scolare la pasta al dente e aggiungerla in padella insieme a 1-2 mestoli, lasciando sul fuoco fino a che il liquido non si sarà assorbito. Aggiungere il succo e la scorza di limone, mescolare bene e servire gli spaghetti ben caldi.












