Ah, le Langhe! Patrimonio mondiale dell’Umanità e dell’esperienza di qualsiasi gustonauta che voglia chiamarsi tale. Paesaggi corroboranti, aria tersa, echi gentili di una terra generosa di ghiotte opportunità. Per il palato, per gli occhi e per l’esperienza.

Ah, le Langhe dove l’eleganza rurale, naturale, enogastronomica si fanno essenza stessa d’identità.

«È un terreno perenne. Si può cercar altro? Passi su queste cose e le avvolgi e le vivi, come l’aria, come una bava di nuvole». Ne decantava l’essenza Cesare Pavese (Il mestiere di vivere, 1947).

Ecco, qui, in questa unica e ammaliante conformazione territoriale a spina di pesce che dal basso Piemonte si allunga verso la corona alpina, attraverso un microcosmo sinuoso e fertile di bontà, le possibilità di poterla vivere, attraversare, assaporare sono sterminate.

In questo scrigno di autentica rappresentazione del gusto, l’immersione, che si limiti al mordi e fuggi o, meglio ancora, a un intero week-end, è imprescindibile. Anche per viverla in un modo completo. Un esempio? Prendiamo Cherlasco, cittadina dalle origini antiche, si parla del XII secolo. Qui oltre allo storico Mercato dell’Antiquariato, arrivato alla 120ma edizione, l’offerta artistica, culturale è dinamica ed effervescente. Ma è soprattutto l’offerta enogastronomica a decretarne il grande successo e riconoscimento. Già bandiera Arancione del Touring Club, oggi la cittadina è conosciuta per l’elicicoltura, trasformata in succulenti interpretazioni da gustare nelle decine di osterie e trattorie che ne puntellano il centro abitato.

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Non ci si dimentichi poi della produzione di uno dei baluardi della Signoria enoica italiana: il Barolo. E poi, come scordarsi, non lo facciamo certo noi, della rinomata pasticceria. Cristallizzazioni dolciarie plasmate e create attorno ad alcuni dei simboli indiscussi di questo territorio: le nocciole e il cioccolato. Essenze croccanti, friabili, sensuali che si posso ritrovare negli indimenticabili Baci di Cherasco.

Arrivati in questo terminar di sprone, dove il Tanaro s’abbraccia con lo Stura, si raggiungano i portici di via Vittorio Emanuele. Qui è presente Acqua di Cherlasco, laboratorio di profumi d’ambiente, artigianale, che affascina per il profondissimo legame che ha saputo creare con la comunità. Grazie all’empatia e alla capacità narrativa di Stefania Rossi, è possibile lasciarsi prendere per mano, e in questa caso è giusto dire anche per l’olfatto, attraverso una visita guidata unica. Il racconto si dipana tra le vie, archi, portici, chiese e la sinagoga, aneddoti di vita e palazzi antichi accompagnati dall’eco inebriante delle profumazioni. Essenze ispirate, pensate e poi create ad hoc che amplificano e giocano intimamente con la dimensione urbana, architettonica, folcloristica e antropologica di questa realtà. Un viaggio nel viaggio in cui il Cicerone profumato ne aumenterà l’intima esperienza.

Sempre in tema di attività outdoor, Cherlasco offre anche la possibilità di soddisfare la curiosità per i bambini. Da fare, con la famiglia, è il percorso “Nara La Rana” in cui ci si può soffermare a osservare i murales e i dipinti che raccontano una simpatica fiaba-urbana. Altra tappa imperdibile è il Museo della Magia, fondato dal Mago Sales.  

Poi arriva il tempo del palato. E qui un salto imprescindibile è all’Osteria della Rosa Rossa. Locale del centro (via San Pietro, 31) in cui la tradizione e la contemporaneità interpretativa dei piatti si uniscono in un racconto autentico e appagante. Lo chef Luca, partendo dalla tradizione culinaria territoriale, reinterpreta con elegante consapevolezza il passato per “colpire e affondare”. In sala, poi, il racconto della proprietaria Raquel, accoglie i commensali in un viaggio narrativo efficace, simpatico tra vini e offerta gastronomica.

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Sposandoci in una delle capitali del terroir, Alba, per entrare in sintonia diretta con l’oro bianco di queste terre, si può raggiungere lo spaccio della storica bottega Tartuffi Morra (via Elvio Pertinace, 3). Uno scrigno e una vetrina ricchissima non solo di tartufi ma di tutto ciò che caratterizza il patrimonio alimentare delle Langhe.

Altra esperienza, da vivere sotto le suole, è quella di poter conoscere il grande valore di biodiversità personalmente. Questo non è consiglio, ma imperativo. Ecco quindi che la ricerca del tartufo (consigliatissimo il tartufaio Carlo Merenda) non dovrebbe mancare nel carnet delle cose “Da fare”.

E quando arriva la fame? Beh, per il pranzo una delle innumerevoli realtà presenti che sanno fotografare il buono, il vero e il gustoso della tavola made in Langa, è sicuramente la Trattoria Aldente (via Elvio Pertinace, 1). Cucina diretta, senza tanti fronzoli estetici, ma di sostanza, gusto diretto e autentico, accompagnata da una carta dei vini efficace nel raccontare il territorio.

Per chiudere in bellezza, si conti almeno d’investire un’oretta abbondante, molto coinvolgente, nell’Alba Walking Tour con partenza dall’Ufficio Turistico di piazza Risorgimento. Un percorso tra storia, cultura e identità.

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Ah, le Langhe. Quel viaggio che vale la pena fare, non solo una volta nella vita.

Non ce ne accorgiamo solo noi. Non a caso la catena d’origine francese, la B&B Hotels che conta oltre 850 hotel in Europa e più di 75 in Italia, lo ha capito. In questa cornice straordinaria ha deciso, infatti, di investire seguendo i canoni che dal 2010, primo anno di approdo del gruppo in Italia, contraddistinguono l’offerta: accoglienza, comfort, impostazione smart e soprattutto un’attenzione alla sostenibilità. Lo fa offrendo due porte d’entrata in questo paradiso del gusto. Una un po’ più storica, a Cherlasco, e una di recente inaugurazione, ad Alba.

Quindi dove trascorrere le notti di un week-end itinerante? Tra le innumerevoli proposte suggerimenti che sposano confort e accoglienza, che sanno soddisfare tutti i gusti e le tasche, presenti perché non provare alcune strutture legate proprio alla catena B&B Hotels. La prima è quella di Cherasco Langhe. Struttura luminosa con un’accoglienza che soddisfa le esigenze del traveller contemporaneo. Si può trovare riposo in camere che spaziano dalle matrimoniali alle quadruple e che includono tutti i servizi che caratterizzano la filosofia del gruppo. Se invece si è in zona per lavoro, nessun problema, la struttura è dotata di due sale meeting per 50 persone. La seconda realtà, e la settima della catena in Piemonte, è quella di recente inaugurazione, ad Alba. Ricavata in un ex Motel, in cui l’imprinting d’Oltreoceano è pregnante ma lo stile rispecchia i canoni della catena. Una new entry che come ricorda Liliana Comitini, presidente del ramo italiano del gruppo, «rafforza la nostra presenza in una regione chiave come il Piemonte. Una realtà che riflette l’impegno del brand, che abbraccia la valorizzazione del patrimonio artistico, naturale e culturale, con l’obiettivo di far conoscere anche le destinazioni secondarie».

Un progetto imprenditoriale d’hotellerie che consolida la strategia di espansione nello Stivale, entro il 2030 l’obiettivo è quello di raddoppiare la presenza, e che vuole rispondere alle esigenze di un turismo business e leisure. E se si è accompagnati dal proprio amico a quattro zampe, nessun problema, l’Hotel è pet-friendly.

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