La frutta tropicale con i suoi colori vivaci, profumi intensi, sapori dolci o aciduli, affascina l’uomo da secoli. Racconta di viaggi in paesi lontani e di culture diverse. I suoi profumi, intensi e aromatici, regalano sapori che vanno dal dolce intenso, come quello del mango maturo, all’agro del frutto della passione. Ogni frutto è un incontro tra natura, mito e tradizione: un mango può raccontare una leggenda indiana, un durian può evocare i mercati asiatici, un ananas può riportare ai viaggi dei primi esploratori. Assaporare la frutta tropicale significa intraprendere un viaggio sensoriale e storico, un itinerario tra popoli, profumi e paesaggi.

I principali frutti tropicali: caratteristiche, storie e curiosità

Mango il “re dei frutti”

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Il mango, definito il re dei frutti esotici, rappresenta uno dei frutti tropicali più conosciuti e apprezzati. Originario dell’India, appare in molte leggende ed è considerato sacro dagli Indù. Ha un colore che può andare dal verde al giallo al rosso, la polpa è molto dolce, succosa, morbida e di colore arancione. Ne esistono moltissime varietà che si differenziano per dimensioni, sapore e colore, tra quelle più conosciute troviamo: Kensington Pride, dai frutti di un colore pallido, Glenn, con frutti dal colore vivo e un sapore equilibrato, Keitt, con frutti di colore giallo-arancio, con areole rosse e piccoli puntini chiari, Maya, di colore giallo, con sovra colore rosso, Van Dyke, con frutti di colore giallo brillante, con sovra colore rosso, Osteen, dalla polpa soda e succosa, e Kent, che regala frutti di colore giallo-verdastro, con sfumature di rosso e dal sapore aromatico.

In Italia si consuma principalmente crudo e fresco o sotto forma di succo di frutta, centrifugato, estratto, perfetto per dolci, gelati e granite, ma anche macedonie, insalate, frullati e spiedini di frutta. All’estero, al contrario, si consuma anche cotto e all’interno di moltissime preparazioni. Ne è un esempio la famosa salsa vegetale Chutney asiatica, come sottaceti o in vari contorni. Tra le preparazioni tradizionali asiatiche a base di mango troviamo la Pahna, una bevanda rinfrescante, il Dhal, una zuppa di lenticchie, e il Mango Lassi una bevanda vegetale con latte grasso e zucchero. Quando è maturorisulta leggermente morbido al tocco. È ricco di carotenoidi, ha proprietà antinfiammatorie e antiossidanti grazie alle vitamine (A, C, K, B) e minerali (potassio, magnesio). Favorisce la salute della vista e della pelle, supporta la digestione, aiuta a regolare la pressione sanguigna.

Papaya il “frutto degli angeli”

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La papaya è un frutto tropicale conosciuto e coltivato da molti secoli in tutti i paesi tropicali e subtropicali. Giallo-verde all’esterno e arancione all’interno, il suo sapore, a metà strada tra albicocca e melone, è dolce, succoso e rinfrescante, i suoi semi, neri e pepati, sono commestibili.

Conosciuta con il nome di “frutto degli angeli”, perché considerata un vero e proprio elisir di giovinezza, la papaya vanta rinomate proprietà antiossidanti. Buona la presenza di licopene, antiossidante capace di apportare benefici globali. Inoltre, favorisce la digestione e la regolarità intestinale. Ha pochissime calorie, ne conta solo 28 per 100 g. ed è ricca di vitamina C, vitamina A, potassio e fibre, essenziali per il benessere generale, oltre ad essere un frutto succoso e delizioso. Contiene papaina, un enzima che facilita la digestione delle proteine. Grazie alle sue numerose proprietà benefiche, trova un ampio impiego anche nell’industria cosmetica.

Può essere consumata fresca come snack salutare, ma anche come ingrediente per i cocktail alla frutta e ricette dal gusto intenso e originale. Inoltre, grazie alle sue numerose proprietà benefiche, trova un ampio impiego anche nell’industria cosmetica.

A cubetti può essere usata in una bella macedonia estiva o nelle insalate a cui dona un tocco fresco ed esotico; i semi possono essere macinati e cosparsi su tutte le insalate come un “pepe”. Frullata è perfetta per una bevanda fresca e gustosa. La varietà acerba viene usata in Thailandia per la famosa som tam, l’insalata di papaya verde.

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Ananas il frutto dell’ospitalità

La pianta dell’ananas, chiamata anche ananasso, è una specie appartenente alla famiglia delle Bromeliaceae, che crescono in ambienti umidi e caldi. Pochi immaginano che produca un solo frutto ogni 18 mesi circa. Questo si sviluppa al centro della rosetta di foglie, sostenuto da un breve fusto che cresce proprio per l’occasione e che nei mesi precedenti porta l’infiorescenza che genererà il frutto. 

Scoperto dagli esploratori europei nel XV secolo, tra il Cinquecento e l’Ottocento, la sua dolcezza, il suo aspetto spettacolare lo resero un frutto alla moda, simbolo di ricchezza. Nel Settecento in Europa era talmente raro che un solo ananas fresco poteva costare quanto una carrozza di lusso. Nelle colonie americane era un simbolo di benvenuto per questo ancora oggi l’ananas è un’icona dell’ospitalità. Tra le tante varietà di ananas troviamo l’Ananas ananassoides,Ananas bracteatus o l’Ananas sagenaria, ma solo uno è commestibile, l’Ananas comosus consumato nelle tavole di tutto il mondo. 
Contiene moltissime vitamine come la vitamina A, la vitamina B e la vitamina C. Il suo sapore è caratterizzato dalla presenza di acido citrico e zuccheri, composti capaci di donare forza e benessere all’organismo. Inoltre, apporta calcio, magnesio, ferro e fosforo, oltre a fibre, proteine e lipidi e una buona quantità d’acqua. Il frutto appena colto ne contiene solamente 40 ogni 100 grammi. È ricco di bromelina, contenuta soprattutto nel gambo, che ha un’azione positiva nei confronti della tiroide, inoltre ha proprietà antinfiammatorie e disintossicanti.

L’ananas, oggi, è utilizzato in moltissime ricette sia dolci che salate, ad esempio in molte preparazioni agrodolci, come nel maiale o nel pollo. Perfetto come antipasto in una fresca insalata di ananas e gamberi. Le preparazioni dolci sono sicuramente le più “classiche” e conosciute: torte e plumcake all’ananas, macedonia, carpacci, gelati e sorbetti. 

Come capire quando un ananas è maturo? Per scoprire se è stato raccolto maturo occorre osservare la buccia, non deve essere ne troppo verde ne troppo marrone, ma di una buona sfumatura color arancio ed avere un gradevole profumo.

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Banana: la bacca che conquistò il mondo

La banana è tecnicamente una bacca gigante ne esistono più di 1000 varietà tra dolci e amilacee, rosse, mini, oppure le plantain, utilizzate come verdura e cucinate come fossero patate. Raffigurazioni di banani compaiono in antichi templi dell’Asia meridionale, in molte culture è simbolo di prosperità e fertilità. Il nome deriva da una parola africana che significa “dito”. La banana è uno dei frutti più consumati al mondo.

È un frutto amidaceo, considerato ingiustamente nemico delle diete, 65 calorie per 100, apporta una buona quantità difibraalimentare ricca di pectine che stimola il senso di sazietà. Pochi sanno che la quantità e la tipologia di amido contenuta nella banana, dipende dallo stato di maturazione. Più è acerbo il frutto e maggiore sarà la frazione di amido resistente, con conseguente riduzione dell’apporto calorico. Questo, però, non deve giustificare il consumo dell’alimento quando ancora è verde, tutt’altro. Il momento migliore per consumare la banana è a quasi completa maturazione, quando inizia ad assumere la colorazione gialla.

La banana è povera di sodio e ricca di potassio, è buona fonte di alcune vitamine del gruppo B, specie la piridossina, una piccola quota di folati e di vitamina C.

Cocco l’albero della vita

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Nelle antiche letterature indiane il cocco è adorato come Kalpavruksha che significa “albero che dà tutto” infatti la pianta del cocco dà più prodotti di qualsiasi altro albero al mondo, viene anche chiamato “l’albero di vita”. Fornisce cibo, carburante, cosmetici, medicine e materia prima per molti altri usi. Le parti principali utilizzate per scopi medicinali sono i frutti, i fiori, l’olio, l’acqua e la radice, ma si utilizza tutto: acqua, polpa, guscio, fibra, foglie. I naviganti polinesiani usavano le noci come provviste: l’acqua di cocco restava potabile per settimane e durante la Seconda Guerra Mondiale fu usata in mancanza di soluzione fisiologica. La polpa di cocco è la parte bianca all’interno della noce, ricca di grassi e calorie circa 364 calorie per 100 g, Dopo la spremitura, ha una consistenza soda e un sapore leggermente dolce. Si può trovare fresca in pezzi o essiccata in scagliette o grattugiata. Viene utilizzata in cucina, può essere consumata cruda o anche cotta al forno. La polpa è utilizzata per produrre farine di cocco e da questa si ricava anche l’olio di cocco, un ingrediente estremamente versatile e dai molteplici utilizzi. L’acqua di cocco è il liquido presente all’interno della noce di cocco, ha un sapore dolce e terroso, ricca di magnesio, fosforo e potassio. Essa non va assolutamente confusa con il latte di cocco, che è ottenuto mescolando l’acqua di cocco con le fibre della noce di cocco.

Il frutto è ricco di minerali, come manganese, selenio, ferro e rame, di antiossidanti e riduce il rischio di insulino resistenza.

Con il cocco si possono preparare esotiche ricette, soprattutto dolci. La farina si può utilizzare per realizzare dei biscotti, inoltre, si può mischiare ad altre farine per realizzare torte, muffin, plumcake, pancakes o crepes. Le scaglie di cocco si possono utilizzare per conferire croccantezza e dolcezza ad una bowl nutriente preparata con yogurt, frutta fresca e cereali integrali. Il cocco disidratato lo si può consumare come snack. L’olio di cocco, invece, lo si può utilizzare in sostituzione al burro, ad esempio, per la realizzazione di french toast, pancakes o bowl di riso e pesce.

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Passion fruit: il frutto della passione… religiosa

Sapore acidulo e aromatico, polpa gelatinosa ricca di semi croccanti. I missionari videro nel suo fiore i simboli della Passione di Cristo: chiodi, corona di spine, apostoli. Esistono principalmente due varietà di passion fruit: la varietà viola (Passiflora edulis) e la varietà gialla (Passiflora edulis flavicarpa). La prima tende ad essere più piccola, con un sapore più dolce e intenso, mentre la gialla è più grande ma leggermente più acida. Il passion fruit ha un basso contenuto calorico, 100 grammi apporta circa 97 calorie, ma altamente ricco di nutrienti essenziali. È una fonte eccellente di vitamine A e C, ricco di fibre e minerali come il potassio.

Si può mangiare semplicemente tagliandolo a metà e consumare la polpa gelatinosa e i semi con un cucchiaino, come se fosse una coppetta, la buccia e i semi sono commestibili. In alternativa, si può estrarre la polpa per usarla in frullati, succhi, yogurt o come ingrediente per molte ricette dolci e salate. In Brasile si utilizza per succhi, dolci e cocktail come la caipirinha al maracujá.

Lichi: la perla rossa d’Oriente

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Lichi, o lychee in inglese, è un frutto tropicale originario della Cina che abbiamo imparato a conoscere e apprezzare da tempo. Amato dalla dinastia Tang in Cina; l’imperatore Xuanzong lo faceva trasportare a cavallo per la sua favorita, Yang Guifei. In Cina è simbolo di amore passionale e buona fortuna. Freschissimo viene consumato nelle celebrazioni del Capodanno lunare. I frutti sono piccoli e carnosi, esternamente rivestiti da una capsula fibrosa, rigida, color rosa-rossastro. La polpa, bianca, dolce, acidula e profumata, ricorda la rosa e la fragola, contiene un unico seme allungato, liscio, color marrone. Fonte naturale di vitamina C, i frutti sono ricchi d’acqua, hanno un apporto energetico considerevole proveniente dagli zuccheri semplici (fruttosio) ed hanno una modesta concentrazione di fibre e potassio. Può essere utilizzato per la produzione di creme, confetture, gelati o sorbetti, ma viene consumato sia fresco che sciroppato.

Rambutan: il “frutto capelluto”

Simile al lichi, ma ricoperto di morbidi aculei colorati. Sapore dolce e delicato. Il nome deriva da rambut, “capelli” in malese. Venduto spesso in grappoli, è il protagonista dei mercati asiatici. È molto apprezzato per frullati e dessert al latte di cocco.

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Carambola “frutto stella”

La carambola chiamata anche “frutto stella” per la sua caratteristica forma a stella quando è tagliata. Il suo sapore dolce e leggermente acidulo la rende ideale per essere consumata fresca, come spuntino sano, oppure utilizzata per arricchire insalate, macedonie e bevande.

Ricca di vitamina C, potassio e antiossidanti naturali, la carambola aiuta a rafforzare il sistema immunitario e favorisce la digestione. La sua consistenza croccante e il profumo delicato la rendono un ingrediente versatile in cucina, perfetto anche per decorare piatti con originalità.

Guava: il profumo delle foreste tropicali

Polpa rosa profumata, ricca di pectina e vitamina C (anche 4 volte gli agrumi). Per gli Aztechi era simbolo di rinascita la ritenevano un frutto “purificante”. In Brasile si produce la famosa goiabada, un dolce denso servito con formaggio. La polpa ha una consistenza burrosa che ricorda il melone e la pera, mentre il sapore è dolce e aromatico. La buccia è edibile, ma si preferisce tagliare il frutto a metà e gustare la polpa con il cucchiaino.  In Italia è coltivata la guava rosa siciliana.

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Durian: il frutto più controverso

Frutto grande e spinoso, famoso per l’odore fortissimo a causa del quale è vietato in hotel, aeroporti e taxi.  Il sapore è complesso e ricorda la crema, vaniglia, caramello, cipolla e mandorla. È considerato il “re dei frutti” nel Sud-Est asiatico. La varietà Musang King, varietà più “gentile” può raggiungere prezzi altissimi.

Jackfruit: il gigante della foresta

Il frutto più grande al mondo che cresce su un albero (può superare i 40 kg). Polpa dolce e fibrosa, semi commestibili. Considerato un alimento salvatore contro la fame in molte regioni tropicali. Quando acerbo viene usato come “carne vegetale”: ricorda il pulled pork. In India è il frutto nazionale del Kerala.

Dragon Fruit (Pitaya): la creatura fantastica del deserto tropicale

Buccia rosa o gialla con scaglie, polpa bianca o rossa puntinata di semi. Sapore dolce e fresco. Secondo una leggenda asiatica, nasceva dall’ultimo respiro dei draghi sconfitti in battaglia. È un cactus che cresce di notte grazie ai fiori notturni. Ottimo per smoothie bowls e cocktail.

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Tamarindo: la dolcezza acidula dell’Africa

Baccello legnoso che racchiude una polpa densa e lievemente acidula. Ricchissimo di antiossidanti. Originario dell’Africa, si diffuse con il commercio arabo in Asia. Ingrediente fondamentale nella cucina indiana (chutney) e messicana (succhi e caramelle). L’albero può vivere fino a 200 anni.

 Anona (Cherimoya): la crema dei frutti

Polpa bianca cremosa, sapore che ricorda un mix di vaniglia, banana e panna. Considerato uno dei frutti più buoni. Gli Inca lo coltivavano sulle Ande. Mark Twain lo definì “il frutto più delizioso conosciuto all’uomo”. Va mangiato con cucchiaio, come un dessert naturale.

Macedonia di frutta esotica

La macedonia di frutta esotica è una variante della classica insalata di frutta che si suole portare in tavola al termine dei pasti. Raffinata ed elegante per l’utilizzo dei frutti tropicali. 

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Ingredienti per 4 persone

2 Dragon fruit 

1Mango 

1Kiwi 

1Papaia  

150g Ananas 

1Carambola 

1Lime

Tagliate a metà i dragon fruit, scavateli con cura con un cucchiaio e tagliatene la polpa a dadini.

Sbucciare l’ananas, la papaia, il mango ed il kiwi e tagliare tutto a dadini regolari.

Tagliare a fette la carambola perfettamente lavata.

Si può servire in una classica ciotolina o usare il dragon fruit come ciotola, irrorare con il succo del lime e servire.